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Camminando… e Scattando: quando la fotografia incontra la crescita personale

Succede spesso, durante le passeggiate con Camminando con un Coach, che qualcuno si fermi, tiri fuori il cellulare o la macchina fotografica, e dica:
“Aspetta… questo scorcio è meraviglioso!”

E in quel momento scatta qualcosa, non solo nella macchina, ma anche dentro.
Un battito, un'emozione, uno stupore che ci ricorda che la bellezza è tutta lì, davanti ai nostri occhi… e a volte ci vuole solo il tempo di un passo più lento per vederla.

Spesso sono io a fare delle foto, per raccontare i territori dove camminiamo, le avventure che viviamo, o semplicemente per fermare quei momenti che sanno di respiro e connessione.
Altre volte, sono le persone che camminano con me a regalarmi degli scatti. Piccole opere d’arte nate quasi per caso, durante una camminata in silenzio o dopo una risata condivisa.
E capita anche che qualcuno arrivi con una reflex al collo, pronto a cogliere la luce tra gli alberi o i colori di un tramonto improvviso.

Proprio per questo, sono felice di annunciare che lunedì avremo un nuovo programma si Dottor Coach in collaborazione con lo studio fotografico OfficinaZero6, insieme a Marco Facincani, fotografo e grande osservatore dell’animo umano.

L’idea di coinvolgere Marco e il suo team è nata da una frase che mi ha raccontato Luciana Smellini, durante la nostra rubrica del "Bicchiere sempre mezzo pieno":

“Più si diventa belle persone, più si scattano belle foto.”

Mi si è accesa una lampadina.
È una frase semplice, ma contiene una verità potente.
Perché la fotografia non è solo tecnica, è anche sensibilità. È empatia.
È il saper vedere con occhi più aperti, più gentili, più attenti.
E questo sguardo si affina… proprio camminando dentro di sé.

Una buona fotografia non nasce solo da una bella inquadratura.
Nasce da una persona che sa stare nel momento, che si lascia toccare da ciò che vede, che accoglie le emozioni e le traduce in un’immagine.
In questo senso, fotografare e crescere sono due azioni molto più vicine di quanto pensiamo.

Ogni volta che impariamo a rallentare, a metterci in ascolto, a guardare il mondo senza filtri… stiamo anche imparando a vedere meglio. E, di conseguenza, a vivere meglio.

Nel nostro incontro con Marco Facincani parleremo di tutto questo:
di come la fotografia possa diventare uno strumento per conoscere se stessi,
di cosa significa “guardare” davvero,
di come le immagini raccontino non solo luoghi, ma anime,
e di quanto una persona che si mette in cammino – anche interiore – sviluppi un occhio più profondo.

Se anche tu ami la fotografia, o semplicemente ti emozioni davanti a un paesaggio, ti invito ad ascoltare questa puntata.
Perché forse, come dicono quelli di OfficinaZero6:

“Più guardi e più conosci,
più conosci e più riesci a vedere.
E a far vedere.”

Loris Bonomi

 https://www.veronafotografo.it

Riflessione psicologica

Vedere davvero qualcosa – una persona, un luogo, una situazione – richiede presenza.
Ma richiede anche consapevolezza.
Più diventiamo capaci di ascoltarci, di accogliere le nostre emozioni senza giudicarle, più impariamo anche a guardare fuori con occhi nuovi.
Fotografare può diventare allora una forma di meditazione, di presenza, di relazione con il mondo.
E forse, alla fine, la bellezza non sta solo in ciò che vediamo, ma in come lo sappiamo guardare.

Dottoressa Iani www.camminandoconuncoach.it

 

 

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