Passa ai contenuti principali

Post

Coaching in Cammino sul Lago di Garda: quando ho capito che non serve parlare la stessa lingua per capirsi davvero C’era un’aria leggera quel giorno sul Lago di Garda. Di quelle che ti accarezzano il viso mentre cammini e ti fanno rallentare senza nemmeno accorgertene. Il rumore delle scarpe sul sentiero, il profumo degli alberi bagnati dal mattino e quel silenzio che, a volte, riesce a dire più di mille parole. Proprio in uno di quei momenti ho ricevuto un messaggio particolare tramite il mio sito. Una persona americana, che il prossimo weekend sarà in vacanza sul Lago di Garda, mi ha chiesto se fosse possibile fare un percorso di crescita personale camminando insieme tra i sentieri di Salò. L’idea mi ha colpito subito. Perché dentro quella richiesta c’era qualcosa di bellissimo: unire il viaggio fuori… con quello dentro sé stessi. Scoprire un territorio nuovo, respirare aria diversa, osservare panorami nuovi… ma allo stesso tempo provare a ritrovare chiarezza, equilibrio e magari a...
Post recenti
  Il Dialogo Ci Salverà? Il Bicchiere Sempre Mezzo Pieno tra Ascolto, Parole e Dialogo Interiore Ci sono parole che sembrano semplici, quasi leggere come una brezza di primavera, ma che dentro portano un mondo intero. “Dialogo” è una di queste. Una parola che sa di incontri, di occhi che si cercano, di persone che provano davvero a capirsi. Questa sera, nella nostra rubrica Il Bicchiere Sempre Mezzo Pieno , io e Luciana Smellini partiremo proprio da qui, dalla parola scelta dalla Treccani per il Festival della Lingua Italiana che si è svolto in questi giorni alla Garbatella di Roma. Un festival dedicato alle parole che valgono davvero, quelle che costruiscono ponti invece di muri. E devo dire che questa scelta mi piace tantissimo. Perché da anni diciamo quanto le parole siano importanti nella comunicazione. Non solo quella esterna, con gli altri, ma anche quella interna, quella voce che ci accompagna ogni giorno e che spesso decide il nostro umore, la nostra sicurezza, perfino ...
Cronaca, Paura e Rabbia: perché oggi imparare a gestire le emozioni è diventato fondamentale C’è un momento della giornata che ormai conosciamo tutti molto bene. Prendi il telefono in mano magari appena sveglio, senti ancora il profumo del caffè nell’aria, gli occhi sono pesanti e fuori dalla finestra la città si sta lentamente accendendo. Poi scorri le notizie. Una tragedia familiare, un episodio di violenza, una lite finita male, commenti aggressivi ovunque. E senza accorgertene qualcosa cambia anche dentro di te. Il petto si stringe leggermente, la mente accelera, arriva tensione, a volte rabbia, altre volte paura, altre ancora una strana stanchezza emotiva. Viviamo immersi nella cronaca ventiquattro ore su ventiquattro. Non esiste più “il momento delle notizie”. Le notizie sono sempre con noi. Entrano mentre mangiamo, mentre lavoriamo, mentre siamo a letto la sera con la luce blu del telefono che illumina il viso nel buio della stanza. E il punto importante è questo: non reagiamo s...
Se Non Scegli Tu la Direzione della Tua Vita, Lo Farà Qualcun Altro: La Storia di Marco e della Cartina Topografica C’era una cosa che qualche anno fa portavo spesso durante le sessioni di coaching all’aperto: una vecchia cartina topografica. La tiravo fuori mentre camminavamo nei sentieri, magari seduti su un tronco nel bosco o appoggiati a una staccionata con il vento fresco sulla faccia. La carta aveva quell’odore particolare di montagna e zaino vissuto, e ogni linea raccontava una direzione possibile. La usavo come metafora della vita, perché quando guardi una cartina la prima domanda non è “Dove voglio andare?”, ma “Dove mi trovo adesso?”. Ricordo ancora Marco — lo chiamerò così — un cliente con cui ho lavorato alcuni anni fa. Stavamo camminando lungo un sentiero sterrato, il rumore dei passi sulla ghiaia rompeva il silenzio del bosco, e a un certo punto gli chiesi: “Secondo te… in che punto della tua vita sei?”. Lui rimase zitto per qualche secondo, poi sorrise amaramente e d...
  Luca Paoli: lo scrittore che ha trasformato le ferite in crescita personale Ci sono incontri che sembrano semplici coincidenze e altri che, fin dai primi minuti, ti fanno capire che davanti hai una persona con cui parleresti per ore. Con Luca Paoli è andata così. Forse perché entrambi siamo imprenditori e certe esperienze finiscono per costruire caratteri simili. Oppure perché, in fondo, ci portiamo dentro ferite che ci hanno obbligato a crescere prima del previsto. Quelle ferite che non si vedono, ma che ti insegnano a osservare meglio le persone, a sviluppare strategie per andare avanti e a capire che da soli, a volte, non basta. Sia io che Luca abbiamo trovato nella psicologia e nel coaching strumenti importanti per imparare a comunicare meglio. Prima con noi stessi. Poi con il mondo intorno. Perché spesso il dialogo più difficile non è quello con gli altri, ma quello che abbiamo ogni giorno dentro la nostra testa. Ed è proprio qui che Luca mi ha colpito davvero. Dur...