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Tirana, tra Notte e Crescita: Quando la Disciplina Incontra la Vita La sveglia stamattina aveva un suono diverso. Non era solo il classico trillo… era più un richiamo alla realtà, di quelli che arrivano dopo una notte vissuta fino in fondo. Ieri sera Tirana mi ha preso di nuovo. Il centro storico illuminato, le strade piene, auto incredibili che scorrono lente come in una passerella, la musica che esce dai locali e vibra nell’aria… e poi le persone, l’energia, quella sensazione che qualcosa sta sempre succedendo. E io lì, in mezzo a tutto questo. Quando hai fatto il dj, quando per anni hai vissuto la notte come un palcoscenico, certe cose non le perdi. È come un richiamo antico. Basta una base che parte, una luce giusta, e ti ritrovi dentro senza nemmeno pensarci troppo. Così è andata. Mi ero promesso che durante questo corso avrei dato spazio anche al corpo, allo yoga, alla disciplina. E invece ho scelto l’atmosfera, la musica, la vita notturna. E sai qual è la cosa interess...
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  Tirana una Lezione di Coraggio, Cultura e Mentalità Aperta L’aria dell’aeroporto ha sempre un sapore particolare, quasi metallico, mescolato al profumo del caffè caldo e al rumore continuo delle valigie che scorrono veloci. Stamattina mi sono svegliato presto, con gli occhi ancora un po’ pesanti e quella sensazione sospesa tra stordimento e voglia di vivere qualcosa di nuovo. È come stare su una soglia: non sei più dove eri prima, ma non sei ancora arrivato. E in mezzo c’è quella scintilla che ti dice che sta per iniziare qualcosa. Oggi parto per Tirana. E non è la prima volta. Eppure ogni volta è come tornare in un luogo che ha ancora qualcosa da insegnarmi. L’Albania non è solo un Paese, è una storia che si sente sotto la pelle. È fatta di accoglienza sincera, di sguardi diretti, di mani che si stringono forte. È un luogo che nei secoli ha dovuto difendersi, resistere, rimanere in piedi quando le invasioni cercavano di cambiare tutto. E questa forza non è rimasta nei li...
  Dare tutto e non ricevere nulla: quando una relazione non è il tuo terreno   C’è un’immagine che mi è rimasta dentro mentre preparavo la puntata di questa sera a Dottor Coach su Rete Radio Azzurra, una di quelle immagini semplici che però quando le senti davvero ti fanno fermare, come quando senti l’odore della terra bagnata dopo la pioggia e per un attimo ti perdi lì Immagina una pianta, la annaffi ogni giorno, le dai luce, la guardi, quasi ci parli, le dedichi tempo e attenzione, eppure non cresce, resta ferma, immobile, come se tutto quello che fai non bastasse mai, e poi accanto ce n’è un’altra, a cui dedichi meno, quasi ti dimentichi di lei, eppure cresce, forte, viva, piena, e allora ti chiedi com’è possibile, ti chiedi dove stai sbagliando, ma la risposta è molto più semplice di quanto pensi, perché non era il tuo impegno il problema, era il terreno E se ci pensi un attimo, questa immagine parla anche di te, parla di quello che succede nelle relazioni, perch...
  Quando Dai Troppo agli Altri e Perdi Chi Ami Davvero C’è un odore che Mara non dimentica mai, quello del sugo della domenica che riempie la casa dei suoi genitori, denso, caldo, avvolgente, con le voci che si sovrappongono e le risate che sembrano coprire tutto, un ambiente pieno, vivo, quasi perfetto se lo guardi da fuori, eppure dentro quella scena così familiare c’era qualcosa che piano piano si stava spegnendo, perché mentre tutto era rumoroso e pieno, suo marito era seduto in silenzio con lo sguardo basso e sua figlia scorreva distrattamente lo schermo del tablet con quell’aria assente di chi è presente solo con il corpo ma non con il cuore, e Mara invece sorrideva, sempre, disponibile, attenta, pronta a dire “sì, restiamo ancora un po’, tanto non abbiamo fretta”, ma quella frase nascondeva una verità che nessuno diceva ad alta voce, perché qualcuno quella fretta ce l’aveva, solo che non veniva ascoltata. Quando Mara è arrivata da me non parlava della sua famiglia, non p...
  Il Lunedì per noi nel “ bicchiere sempre mezzo pieno” serve a Ritrovare Energia e Fiducia – Il Viaggio nel Libro Come Ottenere il Meglio da Sé e dagli Altri   C’è un momento, poco prima di iniziare una nuova avventura, in cui senti una specie di brivido… come quando apri un vecchio cassetto e trovi qualcosa che profuma di passato. È proprio così che mi sono sentito riprendendo in mano il libro di Anthony Robbins. Le pagine leggermente ingiallite, le sottolineature fatte con una grafia che quasi non riconosco più… e dentro, una parte di me che aspettava solo di essere risvegliata. Era l’estate dei miei 40 anni. Ricordo il caldo sulla pelle, il silenzio delle sere lunghe e quel desiderio forte di cambiare qualcosa nella mia vita. Non sapevo ancora bene cosa, ma sapevo che non potevo restare fermo. E quel libro… è stato come una mappa. Non una di quelle perfette, ma una di quelle che ti sporcano le mani e ti fanno camminare davvero. Quando l’ho passato a Luciana, ho sor...
  È troppo tardi? La bugia che ti blocca: come ricominciare a qualsiasi età (con il coaching e l’esperienza sul campo) Negli ultimi tempi mi sto accorgendo di una cosa sempre più chiara: sempre più persone, soprattutto di una certa età, decidono di venire a camminare con me. E non è solo per il movimento, non è solo per stare all’aria aperta. C’è qualcosa di più. Mi guardano, mi ascoltano, fanno domande. Ma spesso non è nemmeno quello che dicono a colpirmi… è quello che si sente tra le righe. È come se volessero capire come ho fatto a raggiungere certi traguardi, come ho fatto a rimettermi in gioco, come ho fatto a cambiare direzione. E io queste cose le condivido sempre volentieri. Senza filtri. Perché sono sempre più convinto di una cosa: un leader non deve solo parlare… deve guidare con l’esempio. E proprio durante queste camminate emerge una frase, a volte detta chiaramente, altre volte solo accennata: “ormai è troppo tardi”. La senti negli sguardi, nei silenzi, in ...
  “Sono fatto così” e “Non sono pronto”: le due bugie che ti tengono fermo (e ti allontanano dalla crescita personale)   Ci sono frasi che sembrano leggere, quasi innocenti. Le diciamo senza accorgercene, come quando respiri: automatico. Eppure, se ti fermi davvero ad ascoltarle, capisci che non sono solo parole. Sono rifugi. Sono nascondigli. Oggi voglio parlarti di due frasi che, se sono sincero, ho usato anche io tante volte nella mia vita: “sono fatto così” e “non sono pronto”. Per anni mi sono sembrate normali, quasi giuste. In realtà erano il modo più elegante che avevo trovato per non crescere e per restare nella famosa zona di comfort. Partiamo dalla prima: “sono fatto così”. Detta così sembra una presa di posizione, quasi un’affermazione di identità. Ma a guardarci bene, è più una chiusura che un’affermazione. È come mettere un punto dove invece servirebbe una virgola. Col tempo ho iniziato a vederla per quello che è: una frase profondamente limitante e, in ...