Il mentore arriva una volta sola. La domanda è: sapremo riconoscerlo? Ci sono persone che attraversano la nostra vita lasciando un bel ricordo e altre che, senza quasi accorgercene, la cambiano per sempre. Non sempre sono gli amici più stretti, non sempre sono i parenti o le persone che vediamo tutti i giorni. A volte arrivano quasi in punta di piedi, ci insegnano qualcosa, ci accompagnano per un tratto di strada e poi continuano il loro cammino. Eppure, anche quando non sono più fisicamente accanto a noi, continuiamo a sentire la loro voce ogni volta che dobbiamo prendere una decisione importante. Credo che queste persone abbiano un nome preciso: mentori. Negli anni ne ho incontrati diversi. Ognuno mi ha lasciato qualcosa che porto ancora con me. Il mio maestro di pianoforte mi ha insegnato che la disciplina non è il contrario della libertà, ma la strada per raggiungerla. Gli Alpini di Carisolo mi hanno fatto capire il valore del camminare insieme, della fatica condivisa e dello...
Se il cervello rivivesse davvero i tuoi ricordi più belli... avrebbe abbastanza materiale? In questi giorni, mentre scorrevo distrattamente i social, mi sono imbattuto in una frase che mi ha fatto fermare il dito sullo schermo. Diceva: "Dopo la morte, il cervello umano vive per sette minuti riproducendo i tuoi ricordi più belli." La prima reazione è stata quella che consiglio sempre anche alle persone che seguo: verificare la fonte. Bastano pochi minuti per scoprire che, almeno allo stato attuale delle conoscenze scientifiche, non esistono prove che dimostrino una cosa del genere. Alcuni studi hanno osservato brevi attività cerebrali nei momenti immediatamente successivi all'arresto cardiaco, ma nessuno può affermare che il nostro cervello proietti un film dei momenti più belli della nostra esistenza. Eppure quella frase ha continuato a girarmi nella testa per tutta la giornata. Non perché la ritenessi vera, ma perché, come spesso accade con le provocazioni intelligenti,...