Nulla deve andare perduto Oggi la Via Francigena mi ha regalato una delle riflessioni più profonde da quando sono partito. Arrivando a Sutri sono rimasto affascinato dall’anfiteatro scavato interamente nel tufo. Ho provato a immaginare le persone che, secoli fa, sedevano su quelle gradinate. Mi sono chiesto cosa provassero, cosa sperassero e quali emozioni avessero vissuto in quello stesso luogo che oggi stavo attraversando con il mio zaino sulle spalle. Ma ciò che mi ha colpito più di tutto non è stato l’anfiteatro in sé. È stato capire come quel tufo sia stato riutilizzato nel corso dei secoli. Gli Etruschi hanno scavato la roccia. I Romani l’hanno trasformata. I cristiani hanno dato a quegli stessi luoghi un significato nuovo. Nessuno ha cancellato ciò che era stato fatto prima. Ognuno ha costruito qualcosa partendo dall’eredità ricevuta. Ed è lì che mi sono fermato a riflettere. Forse dovrebbe essere così anche per la nostra vita. Le esperienze non sono tombe da ch...
Perdersi per ritrovare la propria direzione Oggi la Via Francigena mi ha portato da Viterbo a Capranica. Prima di raccontarvi la tappa voglio spendere due parole su Viterbo. Ieri sera ho avuto il tempo di visitarla con calma ed è stata una piacevolissima scoperta. È una di quelle città che meritano di essere vissute senza fretta. Passeggiando per il centro storico mi sono ripromesso che tornerò, magari per un intero fine settimana. Parlando con Fabiano, un mio collega coach che vive proprio in questa zona e che ho avuto il piacere di rivedere dopo tanti anni, ho scoperto che il 3 settembre si svolge la celebre Macchina di Santa Rosa, una tradizione secolare durante la quale una torre illuminata alta oltre trenta metri e dal peso di oltre cinque tonnellate viene trasportata a spalla da cento facchini attraverso le vie della città. Deve essere uno spettacolo incredibile e credo proprio che prima o poi tornerò per viverlo. Questa mattina, invece, ho rimesso lo zaino sulle spalle e ...