Via Francigena: il cammino della gratitudine La prima tappa della Via Francigena mi ha portato fino a Noceto. Qui ho avuto la fortuna di conoscere una signora che mi ha accolto con grande gentilezza e mi ha consegnato le chiavi della struttura dove avrei dormito. Mentre parlavamo mi ha raccontato che quell’edificio a Costamezzana, un tempo, era la scuola elementare del paese. Oggi è chiusa perché non ci sono più bambini. Nemmeno unendo quelli dei paesi vicini si riesce a tenere aperte le classi. Quando una scuola chiude non scompare soltanto un luogo dove si studia, ma inizia lentamente a spegnersi un’intera comunità. I servizi diminuiscono, i negozi abbassano le serrande e il paese, un pezzo alla volta, si svuota. È una storia che purtroppo ho già sentito molte volte. Camminando attraverso l’Italia incontro spesso luoghi meravigliosi, ricchi di storia e di natura, ma completamente abbandonati. Mi colpisce sempre questo contrasto. Da una parte ci sono piccoli angoli di paradiso...
Il primo timbro Ci sono viaggi che iniziano quando metti lo zaino sulle spalle.E poi ci sono quelli che iniziano molto prima.Iniziano quando prendi una decisione.Quando inizi a preparare lo zaino.Quando,senza accorgertene,cominci già a lasciare andare la tua quotidianità.Questa mattina,alle 8:11,sono salito sul treno alla stazione di Ghedi,diretto a Fiorenzuola d’Arda.Tra poche ore metterò il primo timbro sulla credenziale della Via Francigena.Per molti sarà solo un timbro.Per me è il momento in cui un progetto pensato,immaginato e preparato per mesi diventa finalmente reale.Eppure ho capito che il viaggio non è iniziato quando il treno ha lasciato la stazione.È iniziato qualche minuto prima,quando ho salutato mio fratello.In quell’abbraccio ho sentito che,d’ora in poi,ci sarebbero stati solo io,il mio zaino e la strada.Non è una sensazione di solitudine.È qualcosa di diverso.È la consapevolezza che ogni passo dipenderà da me.Che non ci sarà nessuno a scegliere il ritmo al posto...