Il silenzio che non mi aspettavo La quinta tappa della Via Francigena mi ha portato da Pontremoli ad Aulla. Sono quasi 30 chilometri, fortunatamente percorsi quasi interamente nel bosco. Con il caldo di questi giorni è stata una vera benedizione. Devo però fare una piccola segnalazione a chi si occupa della manutenzione del percorso: in diversi punti ho trovato alberi caduti che ostruivano il sentiero. Nulla di insuperabile, ma un po’ di attenzione in più renderebbe il cammino ancora più piacevole. Quello che però mi ha colpito oggi non è stato il percorso. Sono stato io. Più passano i giorni e più mi accorgo che sto cambiando. All’inizio pensavo che mi sarebbe dispiaciuto trovare pochi pellegrini, invece sta succedendo il contrario. Da quando sono partito ho incontrato soltanto due persone con cui ho davvero condiviso un pezzo di strada: Alexander, un ragazzo belga, e un pellegrino italiano. Per il resto, il cammino è stato quasi sempre un dialogo tra me e la natura. Gli stes...
Quando il traguardo si sposta Ieri è stata la terza tappa della mia Via Francigena. Una tappa che pensavo mi avrebbe portato fino a Berceto e che invece mi ha insegnato una lezione ancora prima di arrivare. Dopo oltre 30 chilometri e una salita che sembrava non finire mai, ho visto finalmente il paese. Dentro di me ero già arrivato. Il cuore aveva già festeggiato, la mente era già sotto la doccia e lo zaino sembrava quasi più leggero. Poi ho controllato meglio la prenotazione e ho scoperto che il mio ostello non era in paese, ma quattro chilometri più avanti, ancora in salita. Vi assicuro che quei quattro chilometri non sono stati i più difficili per le gambe, ma per la testa. Quando crediamo di aver raggiunto un obiettivo e scopriamo che manca ancora un pezzo di strada, la delusione pesa più della fatica. Per qualche minuto mi sono davvero demoralizzato, ma ormai c’era una sola cosa da fare: continuare a camminare. Alla fine sono arrivato e, appena ho messo piede dentro l’ostel...