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  Camminare per Decidere: perché i passi aiutano a trovare la strada dentro di noi Ci sono momenti nella vita in cui stare fermi fa più rumore del movimento. Momenti in cui il soffitto di casa sembra abbassarsi, i pensieri girano in tondo come mosche contro un vetro e ogni decisione pare troppo pesante. E allora succede una cosa antica quanto l’uomo: si esce a camminare. Il rumore delle scarpe sulla ghiaia, l’odore del bosco umido dopo la pioggia, il fiato che cambia ritmo durante una salita, il vento fresco che accarezza il viso… è come se il corpo, passo dopo passo, iniziasse lentamente a fare spazio anche nella mente. Forse è proprio da lì che nasce “Camminando con un Coach”. Non da una teoria studiata sui libri, ma dalla vita vera. Dalle Dolomiti, dagli scarponi consumati e dagli incontri che arrivano quando hai bisogno di ritrovarti. Anni fa attraversavo un periodo in cui mi sembrava che il mondo ce l’avesse con me. Ero arrabbiato, stanco, confuso. Dentro avevo rumore. F...
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  Quando Senti di Conoscere Già una Persona: questa sera a “Il Bicchiere Sempre Mezzo Pieno” con la scrittrice Rosanna Mutinelli L’odore del caffè caldo al mattino, le parole raccontate lentamente, quelle conversazioni che iniziano quasi per caso e finiscono per lasciarti addosso una strana sensazione di familiarità. Hai presente quando incontri qualcuno che non conosci davvero, eppure senti che in qualche modo ha già camminato accanto a te? Come se fosse stato da sempre nel tuo cerchio di amicizie, seduto a quel tavolo insieme agli altri, anche senza esserci mai stato davvero. Ormai da più di due anni va in onda la rubrica Il Bicchiere Sempre Mezzo Pieno all’interno di Dottor Coach , un percorso fatto di crescita personale, emozioni, storie vere e confronti sinceri. In questo tempo, insieme a Luciana Smellini, abbiamo parlato di tanti libri durante i nostri appuntamenti del lunedì. Pagina dopo pagina abbiamo costruito una sintonia fatta non solo di letture, ma anche di vision...
  Cinema Amatoriale e Crescita Personale C’è un momento, subito dopo una trasmissione, in cui lo studio si svuota ma l’energia resta nell’aria. Le luci si abbassano, il microfono è ancora tiepido, e nella testa iniziano a girare idee come foglie nel vento. È successo così dopo aver ospitato lo scrittore Fabrizio Duina. Una chiacchierata che non finiva quando si spegnevano i microfoni, ma continuava dentro, come una musica di sottofondo. Ed è proprio lì che è partita la scintilla: “E se portassimo dentro lo studio due registi? Due persone che il cinema non lo aspettano… lo costruiscono?”. Così ci siamo messi in moto per invitare gli amici di Fabri : Giacomo Guerra e Gabriele Marcandelli , due nomi che a Brescia non stanno solo facendo cinema… stanno creando un loro modo di farlo. La verità? Mi incuriosiva una cosa semplice ma potente: cosa spinge qualcuno a scegliere una strada così complicata, in un mondo dominato da colossi multimiliardari? È un po’ come decidere di aprire ...
  Mettiamo il meglio in vetrina… ma l’amore vero nasce dietro il bancone Ieri ero in macchina, la radio accesa, l’aria tiepida che entrava dal finestrino e quel momento sospeso tra un impegno e l’altro. Parte una canzone di Giorgia, “Tu mi porti su” , e senza accorgermene mi fermo… ma non con la macchina, proprio con la testa. Mi perdo. E quando arriva quella frase — “stendere la merce più invitante sul bancone” — è come se qualcuno avesse acceso una luce dentro di me. Perché io quella scena l’ho vissuta davvero. Anni fa avevo negozi di abbigliamento. E la vetrina… la vetrina era tutto. Sistemavo ogni capo con attenzione, sceglievo i colori, le luci, gli abbinamenti. Mettevo davanti solo il meglio: la nuova collezione, i pezzi più belli, quelli che facevano dire “wow” a chi passava. Era una piccola magia: attirare, incuriosire, far innamorare. Ma il magazzino? Quello restava dietro. I fondi di magazzino non li mettevo certo in vetrina. Quelli uscivano nei saldi, quasi in p...
  Quando le Parole Non Bastano: Capire gli Altri per Migliorare le Relazioni – Il Metodo di Anthony Robbins C’è un momento preciso, quando sei davanti a un pubblico, in cui senti tutto. Le luci addosso, l’aria che sembra più densa, gli sguardi che ti attraversano. Ricordo ancora una delle mie prime serate davanti ad un gruppo di lavoratori, circa tre anni fa. Avevo preparato tutto nei minimi dettagli, parola per parola, come se stessi costruendo un percorso perfetto. Dentro di me c’era un misto di tensione e entusiasmo, quel sapore un po’ elettrico delle prime volte. Avevo scelto una cosa che amo ancora oggi: parlare delle persone presenti. Raccontare un episodio vissuto insieme e poi valorizzarle, mettere in luce le loro qualità, le loro capacità. Era il mio modo per dire “ti vedo davvero”. E mentre parlavo, vedevo le reazioni: sorrisi, occhi lucidi, teste che annuivano. Sentivo che stava arrivando qualcosa di bello. Poi arrivo a lui. Dico cose sincere, vere, sentite. Ma q...
  Quando un’amicizia finisce: come trasformare il dolore in crescita personale   C’è un momento, mentre cammini, in cui il rumore dei passi diventa quasi una colonna sonora dei pensieri. L’aria è fresca, senti il profumo dell’erba, e ogni tanto il vento ti sfiora il viso come a dirti “vai avanti”. È proprio durante una di queste camminate che una mia cliente mi ha raccontato qualcosa che, forse, anche tu hai vissuto almeno una volta. “Non capisco… io sono sempre stata onesta. Perché se sei onesta, le persone se ne vanno?” La sua voce aveva quel tono che conosciamo bene: un misto di delusione e incredulità, come quando assaggi qualcosa che pensavi dolce e invece è amaro. Mi racconta di questa amicizia lunga, intensa. Di quelle in cui investi tutto: tempo, ascolto, affetto. Di quelle dove ti siedi accanto all’altro anche nei momenti difficili, senza tirarti indietro. E poi, all’improvviso, qualcosa si rompe. Non un’esplosione, ma un lento allontanarsi. Silenzioso. Quasi ...
Rabbia: da Nemica a Bussola Interiore C’è un momento preciso, lo riconosci subito. Il cuore accelera, il respiro si accorcia, le spalle si irrigidiscono come se qualcuno avesse tirato un filo invisibile. Magari sei in macchina, o in cucina, o al lavoro… e qualcuno dice o fa “quella cosa lì”. Boom. Parte la rabbia. È calda, improvvisa, quasi rumorosa dentro. E se ti fermi un attimo, la senti proprio: pulsa, spinge, chiede spazio. Oggi camminiamo insieme dentro una di quelle emozioni che abbiamo imparato a chiamare “negative”. Ma facciamo subito chiarezza: le emozioni negative, in realtà, non esistono. Esistono emozioni utili, segnali. Come le spie sul cruscotto della macchina. Quelle che di solito etichettiamo come “negative”? Rabbia, paura, tristezza, ansia, gelosia, invidia, senso di colpa, vergogna. Non sono errori. Sono messaggi. La paura ti dice: “Attento, proteggiti”. La tristezza ti sussurra: “Hai bisogno di fermarti”. La rabbia invece… la rabbia urla: “Qualcosa non va,...