Il gommino che aveva già scelto il suo proprietario Oggi la tappa mi ha portato a San Gimignano. Credo sia la decima della mia Via Francigena, anche se, a dire la verità, dopo un po’ smetti di contare le tappe e inizi a contare le emozioni. È stata una giornata particolare perché ieri sera avevo dormito in un agriturismo poco oltre Gambassi Terme. Questo significa che avevo già percorso circa quattro chilometri della tappa di oggi e così, invece dei classici venti o trenta chilometri, questa mattina me ne aspettavano appena una decina. Una passeggiata, almeno per gli standard che sto vivendo in questi giorni. Ed era proprio quello che desideravo, perché San Gimignano è una città che merita di essere vissuta lentamente. Sarebbe stato un peccato arrivarci stanco nel tardo pomeriggio e ripartire il mattino seguente senza averle dedicato il tempo che merita. Poco dopo le dieci ero già alle porte della città. Prima di entrarci mi sono fermato a parlare con un signore di ottantacinq...
Pellegrino 3.0 La tappa di oggi, da San Miniato a Gambassi Terme, è stata probabilmente la più strana da quando sono partito. Ieri sera, nell’ostello di San Miniato, ho finalmente trovato quello che mi aspettavo dalla Via Francigena: tanti pellegrini provenienti da parti diverse del mondo, ognuno con la propria storia e il proprio motivo per essere lì. Abbiamo cenato insieme, chiacchierato, condiviso esperienze e, per qualche ora, mi sono sentito parte di una piccola comunità in cammino. Poi è arrivata la notte. L’ostello era pieno e il caldo era davvero insopportabile. Chi ha già dormito in una camerata sa di cosa parlo. C’è chi russa, chi si alza, chi arriva tardi, chi parte presto. Fa parte dell’esperienza del pellegrino. O almeno… del pellegrino medievale. Io, invece, sono un pellegrino 3.0. Lo dico sempre scherzando, ma fino a un certo punto. Non siamo più nel Medioevo e, dopo ore di cammino con temperature che sfiorano i quaranta gradi, dormire bene non è un lusso. Per me...