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    Estate senza scuola: aiutare i ragazzi a trovare un nuovo equilibrio La scuola e' finita e arrivano le vacanze. Dopo i primi giorni di entusiasmo, per molti ragazzi compare una domanda: e adesso che cosa faccio? Quando scompare una routine, insieme alla liberta' puo' arrivare anche un piccolo vuoto. Non e' ingratitudine. Orari, compagni e impegni davano una forma alla giornata. Oggi parliamo di come costruire un'estate libera senza lasciarla diventare completamente senza direzione, con pochi punti fermi e molto spazio per respirare. Provate a riconoscere una situazione simile nella vostra giornata, senza giudicarvi. Il primo cambiamento non consiste nel reagire perfettamente, ma nell'accorgersi prima del momento in cui possiamo scegliere una direzione diversa. Durante l'anno la sveglia suona e gli incontri sono gia' organizzati. In estate bisogna scegliere. Questa liberta' puo' essere bellissima, ma anche faticosa. Avere tutto il tempo...
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  Quando il caldo accorcia la pazienza: come ritrovare equilibrio Avete mai notato che nelle giornate molto calde basta una cosa piccola per farci perdere la pazienza? Una coda, una telefonata, una porta lasciata aperta. Non siamo diventati improvvisamente persone peggiori: il nostro corpo sta lavorando di piu'. Quando il corpo e' affaticato, anche la soglia emotiva puo' abbassarsi. Oggi non useremo il caldo come scusa, ma come informazione. Capire quello che accade ci permette di fermarci un momento prima di rispondere male a qualcuno che magari non c'entra nulla. Provate a riconoscere una situazione simile nella vostra giornata, senza giudicarvi. Il primo cambiamento non consiste nel reagire perfettamente, ma nell'accorgersi prima del momento in cui possiamo scegliere una direzione diversa. Il caldo entra nel sonno, nella concentrazione e nel modo in cui affrontiamo gli imprevisti. Se abbiamo dormito poco, la mattina puo' iniziare gia' con il serbat...

Riflessioni di crescita: il valore di fermarsi

Ciao a tutti! Oggi vi parlo dal mare, da Jesolo. Sono qui per andare a prendere mia figlia dopo una settimana di vacanza e, come sapete, spesso prendo spunto proprio dalle esperienze che vivo per condividere qualche riflessione con voi. In radio, per tutta questa settimana, abbiamo parlato di vacanze, di mare, di riposo e di quanto sia importante fermarsi ogni tanto. E oggi mi è successa una cosa che mi ha fatto sorridere… ma anche pensare. Sono arrivato molto presto in spiaggia. Era praticamente deserta. C’ero solo io… e un ombrellone da aprire. Sembrava una cosa semplicissima. Invece non ci sono riuscito. Alla fine ho dovuto chiamare il bagnino perché mi desse una mano. E lì mi sono detto: “Possibile? Riesco a comprendere e spiegare argomenti complessi, ma non so aprire un ombrellone?” Mi ha fatto riflettere. Perché a volte pensiamo che la competenza sia sapere tante cose. Ma la vita vera è anche fatta di gesti semplici, di momenti quotidiani, di esperienze che ci ricordano c...
Camminare vicino all'acqua: perche' ci aiuta a ritrovare calma   Ci sono luoghi in cui il respiro cambia quasi da solo. Per molte persone uno di questi luoghi e' vicino all'acqua. Un lago, il mare, un fiume. Non sempre sappiamo spiegare perche', ma il movimento dell'acqua sembra aiutare anche i pensieri a muoversi.   Vivere vicino al Lago di Garda ci offre una possibilita' preziosa. Possiamo camminare sul lungolago, fermarci a osservare la luce, ascoltare i suoni e lasciare che il passo trovi un ritmo meno frettoloso.   La ricerca sul rapporto tra natura e benessere parla anche di spazi blu, cioe' ambienti caratterizzati dalla presenza dell'acqua. Frequentarli e' stato associato a una migliore percezione di benessere. Non e' una cura miracolosa, ma un contesto che puo' favorire movimento, attenzione e recupero.   Quando siamo preoccupati, la mente tende a restringersi sul problema. Camminare vicino all'acqua allarga il campo visivo. V...
  Quando una pausa e' davvero una pausa: recuperare senza restare connessi   Capita di dire: faccio una pausa. Poi prendiamo il telefono, controlliamo messaggi, leggiamo notizie, rispondiamo a una mail e dopo dieci minuti siamo ancora piu' pieni di prima. Abbiamo interrotto il lavoro, ma non abbiamo davvero cambiato ritmo. Una pausa e' vera quando permette al corpo e alla mente di uscire, anche per poco, dalla modalita' prestazione. Non deve essere lunga. Deve essere diversa da cio' che stavamo facendo.   Se abbiamo passato ore davanti a uno schermo, forse la pausa utile non e' un altro schermo. Se abbiamo parlato con persone per tutta la mattina, potremmo aver bisogno di silenzio. Se siamo rimasti seduti, il corpo potrebbe chiedere movimento. La pausa funziona quando risponde al bisogno reale.   Il problema e' che spesso ci sentiamo in colpa. Pensiamo che fermarci significhi perdere tempo. Ma quando siamo stanchi diventiamo piu' lenti, irritab...
  Non rimandare il benessere alle vacanze: recuperare energia ogni giorno    Quante volte diciamo: resisto ancora un po', poi in vacanza mi riposo? Continuiamo a correre, aggiungiamo impegni, dormiamo meno e immaginiamo che qualche giorno libero possa rimettere tutto a posto. Le vacanze possono fare bene, naturalmente. Ma non possono diventare l'unico luogo in cui ci autorizziamo a respirare. Se arriviamo completamente scarichi, rischiamo di passare i primi giorni a recuperare la stanchezza e gli ultimi a preoccuparci del rientro. Il benessere si costruisce anche nei giorni normali. Non significa avere ore libere o una vita senza problemi. Significa inserire piccoli momenti in cui il corpo e la mente capiscono che possono abbassare la guardia. Una pausa vera non e' smettere di lavorare per controllare altre notifiche. Non e' cambiare schermo. E' interrompere per qualche minuto il flusso degli stimoli: alzarsi, respirare, guardare fuori, bere con calma, cam...
L'estate non deve essere perfetta: vivere senza confrontarsi continuamente   L'estate arriva con il sole, le giornate lunghe e una strana promessa: adesso dovremmo stare tutti meglio. Dovremmo viaggiare, divertirci, essere leggeri, avere fotografie belle da mostrare. E se non succede, possiamo sentirci quasi fuori posto. Il problema non e' l'estate. Sono le aspettative che le mettiamo addosso. Pensiamo che una vacanza debba ripagare mesi di fatica, che ogni fine settimana debba essere speciale, che gli altri stiano vivendo meglio di noi. Poi apriamo i social e troviamo spiagge, sorrisi e tramonti. Nessuno pubblica facilmente il viaggio stancante, la discussione, la noia o la giornata storta. Confrontiamo quindi la nostra vita intera con una selezione della vita degli altri. E quasi sempre perdiamo. Non perche' la nostra vita sia peggiore, ma perche' il confronto e' costruito male. L'estate non deve essere perfetta. Puo' essere vera. Puo' contener...