Cinema Amatoriale e Crescita Personale C’è un momento, subito dopo una trasmissione, in cui lo studio si svuota ma l’energia resta nell’aria. Le luci si abbassano, il microfono è ancora tiepido, e nella testa iniziano a girare idee come foglie nel vento. È successo così dopo aver ospitato lo scrittore Fabrizio Duina. Una chiacchierata che non finiva quando si spegnevano i microfoni, ma continuava dentro, come una musica di sottofondo. Ed è proprio lì che è partita la scintilla: “E se portassimo dentro lo studio due registi? Due persone che il cinema non lo aspettano… lo costruiscono?”. Così ci siamo messi in moto per invitare gli amici di Fabri : Giacomo Guerra e Gabriele Marcandelli , due nomi che a Brescia non stanno solo facendo cinema… stanno creando un loro modo di farlo. La verità? Mi incuriosiva una cosa semplice ma potente: cosa spinge qualcuno a scegliere una strada così complicata, in un mondo dominato da colossi multimiliardari? È un po’ come decidere di aprire ...
Mettiamo il meglio in vetrina… ma l’amore vero nasce dietro il bancone Ieri ero in macchina, la radio accesa, l’aria tiepida che entrava dal finestrino e quel momento sospeso tra un impegno e l’altro. Parte una canzone di Giorgia, “Tu mi porti su” , e senza accorgermene mi fermo… ma non con la macchina, proprio con la testa. Mi perdo. E quando arriva quella frase — “stendere la merce più invitante sul bancone” — è come se qualcuno avesse acceso una luce dentro di me. Perché io quella scena l’ho vissuta davvero. Anni fa avevo negozi di abbigliamento. E la vetrina… la vetrina era tutto. Sistemavo ogni capo con attenzione, sceglievo i colori, le luci, gli abbinamenti. Mettevo davanti solo il meglio: la nuova collezione, i pezzi più belli, quelli che facevano dire “wow” a chi passava. Era una piccola magia: attirare, incuriosire, far innamorare. Ma il magazzino? Quello restava dietro. I fondi di magazzino non li mettevo certo in vetrina. Quelli uscivano nei saldi, quasi in p...