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L'estate non deve essere perfetta: vivere senza confrontarsi continuamente   L'estate arriva con il sole, le giornate lunghe e una strana promessa: adesso dovremmo stare tutti meglio. Dovremmo viaggiare, divertirci, essere leggeri, avere fotografie belle da mostrare. E se non succede, possiamo sentirci quasi fuori posto. Il problema non e' l'estate. Sono le aspettative che le mettiamo addosso. Pensiamo che una vacanza debba ripagare mesi di fatica, che ogni fine settimana debba essere speciale, che gli altri stiano vivendo meglio di noi. Poi apriamo i social e troviamo spiagge, sorrisi e tramonti. Nessuno pubblica facilmente il viaggio stancante, la discussione, la noia o la giornata storta. Confrontiamo quindi la nostra vita intera con una selezione della vita degli altri. E quasi sempre perdiamo. Non perche' la nostra vita sia peggiore, ma perche' il confronto e' costruito male. L'estate non deve essere perfetta. Puo' essere vera. Puo' contener...
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  Il silenzio vivace: come non raccogliere ogni provocazione   Ci sono parole che meritano una risposta e altre che cercano soltanto una reazione. Il problema e' che, quando ci sentiamo provocati, non sempre riusciamo a distinguere le due cose. Parte l'impulso, sentiamo il bisogno di difenderci, di chiarire, di dimostrare che l'altro ha torto. E in pochi secondi ci ritroviamo dentro una discussione che non volevamo nemmeno iniziare.   Nella rubrica del lunedi' con Luciana concludiamo il percorso dedicato al *Piccolo manuale di autodifesa verbale* di Barbara Berckhan. Dopo aver parlato di risposte inattese, provocazioni e modi per non perdere equilibrio, arriviamo a un punto che sembra semplice ma non lo e': il silenzio vivace. Il silenzio vivace non e' il silenzio di chi subisce. Non e' stare zitti per paura. Non e' nemmeno accumulare rabbia e poi esplodere piu' tardi. E' una scelta consapevole: decido che quella frase non merita tutta la...
  Festa della Musica: perche' cantare insieme ci fa sentire meno soli Ci sono canzoni che non sono solo canzoni. Sono luoghi. Sono persone. Sono periodi della vita. Basta ascoltare le prime note e ci ritroviamo in una stanza, in una macchina, in una vacanza, in un momento che pensavamo dimenticato. La musica ha questa forza: entra dove le spiegazioni spesso non arrivano. In questi giorni si celebra la Festa della Musica, nata in Francia e poi diffusa in tanti Paesi. L'idea e' semplice e bellissima: portare la musica fuori, nelle strade, nelle piazze, negli spazi comuni. Non solo grandi artisti, ma anche persone che suonano, cantano, condividono. Mi piace parlarne in stile Dottor Coach perche' la musica non e' solo intrattenimento. E' relazione. Pensiamo a quando cantiamo insieme una canzone che conosciamo tutti. Per qualche minuto non siamo piu' separati. Respiriamo lo stesso ritmo, diciamo le stesse parole, ricordiamo qualcosa di comune. Anche se siamo dive...
  Solitudine e relazioni artificiali: quando cerchiamo compagnia dove capita Ci sono momenti in cui cerchiamo compagnia dove capita. Un messaggio, una chat, un social, una voce dall'altra parte dello schermo. Oggi succede sempre di piu' anche con l'intelligenza artificiale: assistenti, chatbot, applicazioni pensate per conversare, rispondere, ascoltare, tenere compagnia. Non voglio demonizzare la tecnologia. Sarebbe troppo facile e anche poco utile. La tecnologia puo' aiutare, puo' farci sentire meno soli in alcuni momenti, puo' offrire parole, stimoli, perfino ordine nei pensieri. Ma la domanda che mi interessa come Dottor Coach e' un'altra: questa compagnia mi nutre davvero o mi sta solo riempiendo un vuoto per qualche minuto? La solitudine e' un tema delicato. Non e' solo essere fisicamente soli. Si puo' essere soli anche in mezzo agli altri, in una famiglia, in un gruppo, in un ufficio. A volte la solitudine nasce quando non ci sentiamo v...
  Gratitudine senza retorica: una piccola pratica per cambiare sguardo La parola gratitudine a volte rischia di diventare una parola consumata. La sentiamo ovunque. Dobbiamo essere grati, pensare positivo, guardare il lato bello, sorridere di piu'. Eppure, se detta cosi', puo' sembrare quasi un obbligo. E quando una persona sta vivendo una fatica, sentirsi dire "devi essere grato" puo' persino dare fastidio. Per questo oggi vorrei parlare di gratitudine senza retorica. Non come frase fatta, non come zucchero sopra i problemi, non come invito a negare quello che non va. La gratitudine, per come la intendo io, e' una pratica concreta: imparare a notare cio' che c'e', anche quando non c'e' tutto quello che vorremmo. Ci sono giornate in cui la mente vede solo mancanze. Quello che non ho fatto, quello che non funziona, quello che mi preoccupa, quello che gli altri non hanno capito. E magari e' tutto vero. Ma non e' tutto. Accanto all...
  Stress da esami: come affrontare la Maturita' senza perdere fiducia Ci sono settimane in cui la scuola smette di essere solo scuola e diventa una specie di prova di vita. Per tanti ragazzi questo e' il periodo degli esami, della Maturita', delle ultime verifiche, delle notti passate a ripassare e di quella domanda che gira nella testa: "E se poi non ce la faccio?". Lo stress da esami non riguarda solo gli studenti. Riguarda anche i genitori, gli insegnanti, le famiglie. In casa cambia l'aria. C'e' chi ripete fino all'ultimo minuto, chi si chiude in camera, chi diventa irritabile, chi sembra tranquillo ma dentro ha un piccolo temporale. E spesso, piu' si avvicina la prova, piu' cresce la sensazione che tutto dipenda da quel momento. Ma un esame, anche quando e' importante, non e' il valore di una persona. E' una tappa. E' una fotografia di un momento, non il film intero della vita. Questa e' una distinzione fondamentale...
  Piccolo manuale di autodifesa verbale: imparare a rispondere senza perdere equilibrio Ci sono libri che arrivano nel momento giusto. A volte li compriamo per curiosita', altre volte li regaliamo perche' sentiamo che dentro quelle pagine c'e' qualcosa che puo' diventare una conversazione importante. Il libro di cui parleremo nel prossimo appuntamento del Bicchiere Sempre Mezzo Pieno con Luciana e' proprio uno di questi: "Piccolo manuale di autodifesa verbale" di Barbara Berckhan. Lo avevo regalato a Luciana in un contesto per me significativo, dopo un incontro importante a Milano legato anche alla figura di Giorgio Nardone e alla psicologia strategica. E gia' questo crea un filo interessante: da una parte un piccolo libro pratico, concreto, quasi da tenere in tasca; dall'altra il tema piu' ampio di come possiamo rispondere alle provocazioni senza cadere nelle solite trappole comunicative. La foto del libro nel borsone, vicino al karategi, ...