Che fortuna poter camminare! Ci avete mai pensato a quanto siamo fortunati, oggi, a poter camminare semplicemente per il piacere di farlo? Sembra quasi un controsenso, vero? Eppure, fino a qualche generazione fa, camminare non era un passatempo, un’attività sportiva o un modo per ritrovare se stessi. Era una necessità. I nostri nonni percorrevano chilometri a piedi per andare al lavoro, raggiungere il paese vicino o procurarsi quello che serviva alla famiglia. Mi viene in mente mio nonno, che prendeva la bicicletta e percorreva decine di chilometri per raggiungere la valle vicina a quella in cui abitava, semplicemente per andare a comprare il sale. Pensateci un momento. Oggi il sale lo troviamo al supermercato, a pochi minuti da casa, e quasi non ci facciamo caso. Per lui, invece, procurarselo significava affrontare un vero e proprio viaggio. Mi piace immaginarlo mentre si prepara a partire, con la sua bicicletta e una strada davanti che probabilmente conosceva a memoria. Non so ...
A UNA SETTIMANA DALLA VIA DEGLI DEI Manca una settimana. Tra pochi giorni metterò di nuovo uno zaino sulle spalle e partirò. Questa volta, però, sarà diverso. Non sarò solo e soprattutto non sarà un Cammino nato soltanto per me. Il 26 ottobre partiremo da Bologna e davanti a noi avremo sei giorni di strada, fino a Firenze. Mentre scrivo queste parole mi accorgo che provo quella strana combinazione di emozioni che precede le partenze importanti: entusiasmo, curiosità, qualche domanda e quella piacevole sensazione di non sapere esattamente che cosa succederà tra il punto dal quale partiremo e quello nel quale arriveremo. In realtà questo Cammino è cominciato molto prima del 26 ottobre. È cominciato probabilmente sulla Via Francigena, quando per giorni la mia vita è stata scandita da gesti estremamente semplici. Alzarsi, preparare lo zaino, mettersi le scarpe e camminare. Chilometro dopo chilometro avevo cominciato a riscoprire una sensazione particolare. Quando il corpo è impegnato ad an...