Solitudine e relazioni artificiali: quando cerchiamo compagnia dove capita Ci sono momenti in cui cerchiamo compagnia dove capita. Un messaggio, una chat, un social, una voce dall'altra parte dello schermo. Oggi succede sempre di piu' anche con l'intelligenza artificiale: assistenti, chatbot, applicazioni pensate per conversare, rispondere, ascoltare, tenere compagnia. Non voglio demonizzare la tecnologia. Sarebbe troppo facile e anche poco utile. La tecnologia puo' aiutare, puo' farci sentire meno soli in alcuni momenti, puo' offrire parole, stimoli, perfino ordine nei pensieri. Ma la domanda che mi interessa come Dottor Coach e' un'altra: questa compagnia mi nutre davvero o mi sta solo riempiendo un vuoto per qualche minuto? La solitudine e' un tema delicato. Non e' solo essere fisicamente soli. Si puo' essere soli anche in mezzo agli altri, in una famiglia, in un gruppo, in un ufficio. A volte la solitudine nasce quando non ci sentiamo v...
Gratitudine senza retorica: una piccola pratica per cambiare sguardo La parola gratitudine a volte rischia di diventare una parola consumata. La sentiamo ovunque. Dobbiamo essere grati, pensare positivo, guardare il lato bello, sorridere di piu'. Eppure, se detta cosi', puo' sembrare quasi un obbligo. E quando una persona sta vivendo una fatica, sentirsi dire "devi essere grato" puo' persino dare fastidio. Per questo oggi vorrei parlare di gratitudine senza retorica. Non come frase fatta, non come zucchero sopra i problemi, non come invito a negare quello che non va. La gratitudine, per come la intendo io, e' una pratica concreta: imparare a notare cio' che c'e', anche quando non c'e' tutto quello che vorremmo. Ci sono giornate in cui la mente vede solo mancanze. Quello che non ho fatto, quello che non funziona, quello che mi preoccupa, quello che gli altri non hanno capito. E magari e' tutto vero. Ma non e' tutto. Accanto all...