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Camminare vicino all'acqua: perche' ci aiuta a ritrovare calma   Ci sono luoghi in cui il respiro cambia quasi da solo. Per molte persone uno di questi luoghi e' vicino all'acqua. Un lago, il mare, un fiume. Non sempre sappiamo spiegare perche', ma il movimento dell'acqua sembra aiutare anche i pensieri a muoversi.   Vivere vicino al Lago di Garda ci offre una possibilita' preziosa. Possiamo camminare sul lungolago, fermarci a osservare la luce, ascoltare i suoni e lasciare che il passo trovi un ritmo meno frettoloso.   La ricerca sul rapporto tra natura e benessere parla anche di spazi blu, cioe' ambienti caratterizzati dalla presenza dell'acqua. Frequentarli e' stato associato a una migliore percezione di benessere. Non e' una cura miracolosa, ma un contesto che puo' favorire movimento, attenzione e recupero.   Quando siamo preoccupati, la mente tende a restringersi sul problema. Camminare vicino all'acqua allarga il campo visivo. V...
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  Quando una pausa e' davvero una pausa: recuperare senza restare connessi   Capita di dire: faccio una pausa. Poi prendiamo il telefono, controlliamo messaggi, leggiamo notizie, rispondiamo a una mail e dopo dieci minuti siamo ancora piu' pieni di prima. Abbiamo interrotto il lavoro, ma non abbiamo davvero cambiato ritmo. Una pausa e' vera quando permette al corpo e alla mente di uscire, anche per poco, dalla modalita' prestazione. Non deve essere lunga. Deve essere diversa da cio' che stavamo facendo.   Se abbiamo passato ore davanti a uno schermo, forse la pausa utile non e' un altro schermo. Se abbiamo parlato con persone per tutta la mattina, potremmo aver bisogno di silenzio. Se siamo rimasti seduti, il corpo potrebbe chiedere movimento. La pausa funziona quando risponde al bisogno reale.   Il problema e' che spesso ci sentiamo in colpa. Pensiamo che fermarci significhi perdere tempo. Ma quando siamo stanchi diventiamo piu' lenti, irritab...
  Non rimandare il benessere alle vacanze: recuperare energia ogni giorno    Quante volte diciamo: resisto ancora un po', poi in vacanza mi riposo? Continuiamo a correre, aggiungiamo impegni, dormiamo meno e immaginiamo che qualche giorno libero possa rimettere tutto a posto. Le vacanze possono fare bene, naturalmente. Ma non possono diventare l'unico luogo in cui ci autorizziamo a respirare. Se arriviamo completamente scarichi, rischiamo di passare i primi giorni a recuperare la stanchezza e gli ultimi a preoccuparci del rientro. Il benessere si costruisce anche nei giorni normali. Non significa avere ore libere o una vita senza problemi. Significa inserire piccoli momenti in cui il corpo e la mente capiscono che possono abbassare la guardia. Una pausa vera non e' smettere di lavorare per controllare altre notifiche. Non e' cambiare schermo. E' interrompere per qualche minuto il flusso degli stimoli: alzarsi, respirare, guardare fuori, bere con calma, cam...
L'estate non deve essere perfetta: vivere senza confrontarsi continuamente   L'estate arriva con il sole, le giornate lunghe e una strana promessa: adesso dovremmo stare tutti meglio. Dovremmo viaggiare, divertirci, essere leggeri, avere fotografie belle da mostrare. E se non succede, possiamo sentirci quasi fuori posto. Il problema non e' l'estate. Sono le aspettative che le mettiamo addosso. Pensiamo che una vacanza debba ripagare mesi di fatica, che ogni fine settimana debba essere speciale, che gli altri stiano vivendo meglio di noi. Poi apriamo i social e troviamo spiagge, sorrisi e tramonti. Nessuno pubblica facilmente il viaggio stancante, la discussione, la noia o la giornata storta. Confrontiamo quindi la nostra vita intera con una selezione della vita degli altri. E quasi sempre perdiamo. Non perche' la nostra vita sia peggiore, ma perche' il confronto e' costruito male. L'estate non deve essere perfetta. Puo' essere vera. Puo' contener...
  Il silenzio vivace: come non raccogliere ogni provocazione   Ci sono parole che meritano una risposta e altre che cercano soltanto una reazione. Il problema e' che, quando ci sentiamo provocati, non sempre riusciamo a distinguere le due cose. Parte l'impulso, sentiamo il bisogno di difenderci, di chiarire, di dimostrare che l'altro ha torto. E in pochi secondi ci ritroviamo dentro una discussione che non volevamo nemmeno iniziare.   Nella rubrica del lunedi' con Luciana concludiamo il percorso dedicato al *Piccolo manuale di autodifesa verbale* di Barbara Berckhan. Dopo aver parlato di risposte inattese, provocazioni e modi per non perdere equilibrio, arriviamo a un punto che sembra semplice ma non lo e': il silenzio vivace. Il silenzio vivace non e' il silenzio di chi subisce. Non e' stare zitti per paura. Non e' nemmeno accumulare rabbia e poi esplodere piu' tardi. E' una scelta consapevole: decido che quella frase non merita tutta la...
  Festa della Musica: perche' cantare insieme ci fa sentire meno soli Ci sono canzoni che non sono solo canzoni. Sono luoghi. Sono persone. Sono periodi della vita. Basta ascoltare le prime note e ci ritroviamo in una stanza, in una macchina, in una vacanza, in un momento che pensavamo dimenticato. La musica ha questa forza: entra dove le spiegazioni spesso non arrivano. In questi giorni si celebra la Festa della Musica, nata in Francia e poi diffusa in tanti Paesi. L'idea e' semplice e bellissima: portare la musica fuori, nelle strade, nelle piazze, negli spazi comuni. Non solo grandi artisti, ma anche persone che suonano, cantano, condividono. Mi piace parlarne in stile Dottor Coach perche' la musica non e' solo intrattenimento. E' relazione. Pensiamo a quando cantiamo insieme una canzone che conosciamo tutti. Per qualche minuto non siamo piu' separati. Respiriamo lo stesso ritmo, diciamo le stesse parole, ricordiamo qualcosa di comune. Anche se siamo dive...
  Solitudine e relazioni artificiali: quando cerchiamo compagnia dove capita Ci sono momenti in cui cerchiamo compagnia dove capita. Un messaggio, una chat, un social, una voce dall'altra parte dello schermo. Oggi succede sempre di piu' anche con l'intelligenza artificiale: assistenti, chatbot, applicazioni pensate per conversare, rispondere, ascoltare, tenere compagnia. Non voglio demonizzare la tecnologia. Sarebbe troppo facile e anche poco utile. La tecnologia puo' aiutare, puo' farci sentire meno soli in alcuni momenti, puo' offrire parole, stimoli, perfino ordine nei pensieri. Ma la domanda che mi interessa come Dottor Coach e' un'altra: questa compagnia mi nutre davvero o mi sta solo riempiendo un vuoto per qualche minuto? La solitudine e' un tema delicato. Non e' solo essere fisicamente soli. Si puo' essere soli anche in mezzo agli altri, in una famiglia, in un gruppo, in un ufficio. A volte la solitudine nasce quando non ci sentiamo v...