Perché siamo nati per camminare e poi scegliamo di fermarci? Oggi riparto. La tappa mi porterà da Bolsena a Viterbo. Ieri, invece, mi sono regalato una giornata completamente diversa. Era il mio compleanno e ho deciso di festeggiarlo nel modo più semplice possibile: riposando sulle rive del lago di Bolsena. È stata una giornata che mi ha rigenerato nel corpo, ma soprattutto nel cuore. Voglio ringraziare tutte le persone che mi hanno dedicato un pensiero. Ho ricevuto telefonate, messaggi e auguri che mi hanno riempito di energia. Non credo di aver avuto bisogno di motivazione per arrivare a Roma, quella non mi è mai mancata, ma il calore delle persone è un’altra cosa. Ti ricorda che, anche se stai camminando da solo, in realtà non sei mai davvero solo. Per questo ho voluto rispondere a ogni singolo messaggio. Mi sembrava il minimo. Se qualcuno dedica un minuto della propria giornata per farti sentire importante, è giusto restituire la stessa energia. Questa mattina, però, è succ...
Quando smetti di correre, inizi davvero a vedere Oggi non ho camminato. O meglio, ho camminato molto poco. Sono fermo a Bolsena. Era il regalo che volevo farmi per il mio compleanno: una giornata di riposo. Ricaricare le energie, lavare i vestiti, sistemare lo zaino e, soprattutto, lasciare riposare la testa. Ieri sera, però, appena arrivato, prima ancora di raggiungere il convento dove dormivo, ho fatto una cosa che non programmavo da anni. Mi sono buttato nel lago completamente vestito. Non c’era una logica, non c’era un motivo. C’era solo una sensazione. Avevo caldo, avevo davanti un lago bellissimo e il mio corpo mi ha detto: “Vai”. E io sono andato. Mentre ero in acqua mi è tornata in mente un’immagine che non ricordavo più. Da bambino mi capitava spesso di buttarmi in piscina o nel lago senza pensarci troppo. Era il segnale che l’estate era davvero iniziata. Lo facevo con una naturalezza incredibile, senza preoccuparmi dei vestiti bagnati, di come sarei tornato a casa o di...