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  Meglio soli o in coppia? cosa dice davvero la crescita personale | Camminando con un Coach Camminare ha una cosa speciale: mentre i piedi vanno avanti, i pensieri si mettono in fila. Mi succede spesso durante le camminate di,  Camminando con un Coach . All’inizio si parla del tempo, del lavoro, delle solite cose. Poi, dopo qualche passo, il respiro cambia ritmo, lo sguardo si allarga e arriva sempre lei, puntuale, una domanda che molti si portano dentro da anni: “Ma secondo te è meglio stare da soli o stare in coppia?” Ricordo una camminata in particolare. Il rumore leggero delle scarpe sulla ghiaia, un parco quasi vuoto, l’aria fresca sulla faccia. A un certo punto " Paolo" si è fermato, mi ha guardato e ha detto: “Io sto da solo… e sto anche bene. Però mi fanno sentire sbagliato.” E lì ho capito che non stavamo parlando di relazioni. Stavamo parlando di scelte . Camminare insieme è un po’ come stare in relazione. Devi adattare il passo, ascoltare il ritmo dell’al...
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86400 secondi: il libro di Luca Mazzucchelli sui valori personali raccontato a Dottor Coach Ogni anno, quando ripartiamo con una nuova stagione di Dottor Coach su Rete Radio Azzurra , c’è una scelta che faccio quasi senza pensarci. Come quando torni su un sentiero che conosci bene e sai che è quello giusto per iniziare. Le prime puntate le dedico sempre ai valori personali . Perché prima di parlare di obiettivi, risultati o cambiamenti, c’è una domanda più profonda da farsi: che senso voglio dare al mio tempo? Ed è proprio qui che entra in gioco “86400” di Luca Mazzucchelli , un libro che sembra scritto apposta per accompagnarci in questo inizio di cammino. 86400 è un numero che incuriosisce, ma soprattutto fa riflettere. Sono i secondi che ogni giorno, allo scoccare della mezzanotte, vengono depositati sul conto corrente della nostra vita. Un capitale enorme, che però la sera scompare. Senza possibilità di recupero. Il mese scorso sono stato a teatro e ho visto lo spettacolo di Luca ...
    Se Ti Fa Male, Non È la Tua Scarpa: Storie di Relazioni che Stringono e Scelte che Liberano C’era vento quel giorno. Di quelli leggeri, che ti spettinano un po’ ma ti fanno anche respirare meglio. Il cielo era velato di nuvole leggere, e il sentiero davanti a noi sembrava una promessa di calma. Camminavo al fianco di Elisa, che avanzava con passo incerto. Portava scarpe bianche, pulite, ma si vedeva che ogni passo le dava fastidio. A un certo punto si è fermata, ha abbassato lo sguardo e ha detto: “Mi fanno male, ma sono troppo belle per non metterle”. Sembrava parlare delle scarpe, ma in realtà stava raccontando la sua storia con Marco. Una relazione cominciata come un sogno. All’inizio Marco la faceva ridere, le mandava messaggi dolci, la faceva sentire importante. Ma col tempo, quella dolcezza si era trasformata in giudizio. “Sei troppo emotiva.” “Così non cresci mai.” “Con me migliorerai.” Elisa aveva cominciato a sentirsi piccola, sbagliata, fuori misura. E pe...
  Sfida o Sfiga? La Terapia al Contrario e l’Arte di Cambiare Prospettiva  La scorsa settimana mi sono regalato una serata diversa: un teatro pieno, luci soffuse e sul palco lo psicologo Luca Mazzucchelli con il suo spettacolo La terapia al contrario . Fin dalle prime parole, ho sentito che non sarebbe stata la solita conferenza di psicologia: era un viaggio dentro le esperienze di vita, quelle che ti mettono alla prova e ti costringono a guardarti allo specchio. Mazzucchelli ha raccontato la storia di due imprenditori coinvolti nello stesso incidente d’auto. Due uomini, due vite intrecciate per un attimo, due destini completamente diversi. Il primo, dopo lo schianto, ha deciso di rallentare, chiudere, proteggersi. L’altro ha scelto di rilanciare, di rischiare di nuovo, convinto che essere sopravvissuto fosse un segnale per ricominciare. Stesso evento, due letture opposte. È lì che ho capito cosa intende per “terapia al contrario”: non aspettare che qualcuno dall’esterno ti ...
  Camminando… e Scattando: quando la fotografia incontra la crescita personale Succede spesso, durante le passeggiate con Camminando con un Coach , che qualcuno si fermi, tiri fuori il cellulare o la macchina fotografica, e dica: “Aspetta… questo scorcio è meraviglioso!” E in quel momento scatta qualcosa, non solo nella macchina, ma anche dentro. Un battito, un'emozione, uno stupore che ci ricorda che la bellezza è tutta lì, davanti ai nostri occhi… e a volte ci vuole solo il tempo di un passo più lento per vederla. Spesso sono io a fare delle foto, per raccontare i territori dove camminiamo, le avventure che viviamo, o semplicemente per fermare quei momenti che sanno di respiro e connessione. Altre volte, sono le persone che camminano con me a regalarmi degli scatti. Piccole opere d’arte nate quasi per caso, durante una camminata in silenzio o dopo una risata condivisa. E capita anche che qualcuno arrivi con una reflex al collo, pronto a cogliere la luce tra gli alberi o...
  Procrastinazione: Come Fermare il Rimandare e Iniziare a Vivere Immagina una mattina d’inverno, di quelle in cui il cielo è bianco latte e l’aria profuma di caffè appena fatto. Sei lì, con la tazza calda tra le mani, una lista di cose da fare davanti agli occhi… eppure qualcosa ti frena. Non è stanchezza. Non è pigrizia. È come se una vocina dentro di te dicesse: “Dai, lo fai dopo. Non ora”. E così, con un click su un video, o uno scroll distratto sul telefono, ecco che la giornata ti scivola tra le dita come sabbia. Se ti riconosci in questa scena, tranquillo: sei in buona compagnia. Procrastinare è qualcosa che facciamo tutti, chi più chi meno. Il problema è quando diventa una vera e propria abitudine, silenziosa ma potente, che ci tiene fermi mentre il tempo scorre. Questa sera, nella puntata di Dottor  Coach , ho scelto di affrontare proprio questo tema: la procrastinazione . E per preparare il programma mi sono lasciato ispirare da un articolo molto interessante e ...
  Quando un’IA Ti Ascolta Meglio degli Amici: Solitudine, Nuove Relazioni Digitali siamo pronti? Camminavo nel silenzio ovattato di un mattino d'inverno, con la nebbia che abbracciava gli alberi e i pensieri che scorrevano più chiari del solito. Avevo il passo lento, quasi meditativo, e mi tornava in mente un’esperienza vissuta poco prima della fine dell’anno. Per due mesi mi sono immerso in una chat internazionale in lingua inglese . Non era un corso, né una lezione con un insegnante madrelingua. Era una mia scelta un po’ fuori dagli schemi: preferivo migliorare l’inglese così, sul campo, parlando davvero, anche sbagliando, ma senza copione. Lo so, non è il metodo consigliato nei manuali. Ma era un modo per testare le mie capacità e allo stesso tempo conoscere nuove persone . E lì, in quella chat piena di sconosciuti da ogni parte del mondo, ho imparato molto più dell’inglese. Era un mondo vivace, pieno di voci, battute, poesie, consigli e confessioni. C’erano momenti in c...