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Il Nemico Interiore Non Esiste: Come Trasformare le Tue Paure in Alleati (Guida di Coaching per Ritrovare Te Stesso)

C’è un momento, mentre cammini, in cui tutto sembra più chiaro. L’aria è fresca, senti il rumore dei passi sotto i piedi, magari il vento leggero che ti sfiora il viso… e poi arriva lei, quella voce. “Non ce la fai.” “Lascia stare.” “Non è per te.” È sottile, ma pesa. Non si vede, ma si sente eccome.

L’altro giorno, durante una camminata con una persona che seguo, si è fermata all’improvviso. Mi ha guardato e mi ha detto: “Ma perché mi saboto sempre?” Non c’era rabbia nelle sue parole, c’era stanchezza. Quella stanchezza profonda che senti quando ti sembra di lottare contro te stesso ogni giorno. E in quel momento le ho detto una cosa che spesso spiazza: “E se non fosse un nemico?”

Siamo cresciuti con l’idea che quella voce dentro di noi sia qualcosa da combattere, da zittire, da eliminare. Ma la verità è più semplice e, se vuoi, anche più umana: quella voce è una parte di te. Immaginala come un vecchio cane da guardia, fedele, sempre pronto ad abbaiare per proteggerti. Il problema è che continua a farlo anche quando davanti non c’è più un pericolo, ma solo una possibilità.

Queste parti nascono tanto tempo fa, spesso quando siamo piccoli. Non servono grandi traumi, a volte basta una parola detta nel momento sbagliato, uno sguardo, una risata degli altri. In quel momento ti sei sentito non abbastanza, fuori posto, magari rifiutato. E lì dentro qualcosa ha deciso: “Da oggi ti proteggo io.” Il punto è che tu sei cresciuto, sei cambiato, hai sviluppato risorse… ma quella parte è rimasta ferma lì, a quell’età, a quella paura.

E così oggi, da adulto, ti ritrovi a reagire alla vita con emozioni che non sono davvero del presente. Eviti situazioni, ti blocchi, ti chiudi oppure reagisci con rabbia. A volte cerchi di non sentire, riempiendo il silenzio con distrazioni, abitudini o comportamenti che nel breve aiutano, ma nel tempo ti allontanano sempre di più da te stesso.

A questo punto molte persone provano a combattere quella voce. Si dicono “non dovrei avere paura”, “devo essere più forte”, “basta, da oggi cambio”. Ma è come sgridare un bambino spaventato dicendogli di smetterla. Non funziona. Anzi, quel bambino si chiude ancora di più. E la stessa cosa succede dentro di noi: quella parte, non sentendosi vista, alza ancora di più la voce.

La vera svolta arriva in modo diverso, più silenzioso, più profondo. Durante quella camminata le ho detto semplicemente: “Prova a dirle: ti vedo.” All’inizio sembrava una cosa banale, quasi inutile. Poi ha fatto un respiro, ha chiuso un attimo gli occhi e lo ha fatto davvero. “Ti vedo.” In quel momento qualcosa è cambiato. Non fuori, ma dentro.

Perché quando una parte di te si sente vista, non ha più bisogno di urlare. E allora puoi iniziare a fare qualcosa che non siamo abituati a fare: ascoltare. Puoi chiedere con curiosità, senza giudizio: “Da cosa mi stai proteggendo?” e restare lì, in ascolto. Le risposte arrivano, a volte piano, a volte all’improvviso. E spesso scopri che quella paura non è lì per sabotarti, ma per evitarti un dolore che in passato è stato troppo grande: un rifiuto, un fallimento, un abbandono.

A modo suo, quella parte sta cercando di prendersi cura di te. Magari lo fa in modo rigido, esagerato, a volte anche controproducente, ma l’intenzione è quella. E quando inizi a costruire questo dialogo, qualcosa dentro si sistema. Non sei più in guerra, non sei più diviso. È come se dentro di te si passasse da un campo di battaglia a una squadra che finalmente inizia a collaborare.

Questo cambia il modo in cui vivi le cose. Non significa che la paura sparisce, ma non ti guida più. Inizi a sentirti dalla tua parte, e questa è una sensazione potente, stabile, concreta. Arriva un momento in cui puoi dire “ho paura” senza vergogna, senza sentirti debole, ma semplicemente vero. E in quella verità c’è una forza diversa, più calma, più profonda.

Mentre tornavamo indietro da quella camminata, quella persona mi ha detto: “È strano… mi sento più leggero.” Non aveva risolto tutto, non era diventato improvvisamente sicuro di sé, ma aveva fatto una cosa fondamentale: aveva smesso di combattere contro se stesso. E spesso è proprio lì che inizia il cambiamento vero.

Se anche tu senti quella voce dentro, non cercare di spegnerla. Fermati un attimo, anche solo per qualche respiro, e prova a dirle: “Ti vedo.” Poi resta lì, ascolta davvero. Potrebbe essere il primo passo per smettere di essere il tuo giudice più severo e diventare, finalmente, il tuo alleato più forte. Camminare con te stesso, passo dopo passo, è uno dei viaggi più importanti che puoi fare.

Loris Bonomi

Approfondimento Psicologico

In psicologia questo modo di lavorare su di sé è legato al modello delle “parti interne”, come quello dell’Internal Family Systems di Richard Schwartz. L’idea è che dentro di noi esistano diverse parti, ognuna con un ruolo, spesso protettivo. Alcune nascono nell’infanzia per difenderci da esperienze difficili e continuano ad agire anche da adulti. Invece di combatterle, la psicologia suggerisce di riconoscerle, ascoltarle e creare un dialogo interno basato su accettazione e curiosità. Questo aiuta a ridurre i comportamenti automatici, aumentare la consapevolezza e sviluppare un senso più stabile di equilibrio e benessere emotivo.

www.camminandoconuncoach.it






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