Passa ai contenuti principali



 

Quei 6 Secondi che Ti Salvano: Come Non Reagire di Impulso e Riprendere il Controllo della Tua Vita

I passi lenti sul marciapiede, il rumore distante delle macchine, e nella testa ancora il replay di una scena successa il giorno prima. Una frase, detta male. Una risposta, ancora peggio. E quella sensazione che resta addosso, come un vestito troppo stretto: “Potevo evitarlo”.

Camminando, mi è venuta in mente una storia. Una di quelle semplici, ma che ti restano dentro.

Si racconta che un uomo, pieno di rabbia, iniziò a insultare un saggio davanti a tutti. Parole pesanti, taglienti, lanciate come pietre. La folla attorno tratteneva il fiato, qualcuno era pronto a intervenire. Ma il saggio rimase fermo, calmo, come se quelle parole non lo toccassero davvero.

Quando l’uomo finì, aspettandosi una reazione, arrivò invece una domanda:
“Se fai un regalo a qualcuno e quella persona non lo accetta… a chi resta?”

L’uomo rimase spiazzato. Poi rispose: “A me”.

E lì arrivò la risposta che cambia prospettiva:
“Allora anche la tua rabbia, se non viene accettata… resta tua”.

Mentre camminavo, questa immagine mi è rimasta addosso. Perché se ci pensi, nella vita di tutti i giorni riceviamo continuamente “regali” di questo tipo. Una parola fuori posto, un tono sbagliato, uno sguardo che interpretiamo male. E quasi sempre facciamo la stessa cosa: li prendiamo tutti.

Li apriamo, li facciamo nostri, li portiamo in giro per ore, a volte per giorni.

Il punto è che non è quello che succede a farci stare male davvero. È quello che succede dopo, dentro di noi. È quel dialogo continuo, quella vocina che commenta, ingigantisce, aggiunge dettagli, costruisce storie. È come essere colpiti una volta… e poi continuare a colpirsi da soli.

Eppure c’è un momento, piccolissimo, in cui tutto può cambiare.

Un attimo. Uno spazio.

La scienza oggi ci dice che le emozioni più intense durano pochi secondi. Circa sei. Sei secondi in cui senti salire l’onda, il calore, la tensione. Se reagisci subito, sei dentro la tempesta. Ma se riesci a fermarti, anche solo un respiro, qualcosa cambia.

È come quando sei in macchina e qualcuno ti taglia la strada. La reazione è immediata. Ma se invece di suonare subito il clacson fai un respiro… improvvisamente hai più scelta. Non sei più in balia dell’impulso.

Un’altra immagine che spesso uso è quella della barca. Sei in mezzo all’acqua, tranquillo, e a un certo punto qualcuno ti urta. Ti arrabbi subito. Ma poi ti accorgi che quella barca è vuota. Non c’è nessuno. E la rabbia… sparisce.

Questo succede perché non reagiamo solo ai fatti, ma a quello che pensiamo ci sia dietro. Alle intenzioni che immaginiamo. Ma la verità è che molte volte la “barca” è davvero vuota. L’altro è distratto, stanco, perso nei suoi pensieri. Non ce l’ha con te.

E allora inizi a vedere le cose in modo diverso.

Non significa diventare passivi o farsi andare bene tutto. Significa scegliere. Significa decidere cosa vuoi prendere e cosa no. Perché non tutto quello che ti arriva merita di entrare dentro di te.

Camminando, passo dopo passo, questa cosa diventa sempre più chiara: la vera forza non è reagire subito. È riuscire a creare quello spazio, anche piccolo, in cui puoi dire: “Aspetta un attimo… scelgo io”.

E ogni volta che ci riesci, anche solo una, senti qualcosa cambiare. Ti senti più leggero, più presente. Un po’ più libero.

Ti auguro di trovare sempre più spesso quei sei secondi. Non perché ti renderanno perfetto, ma perché ti riporteranno a te stesso. E a volte basta davvero poco per cambiare completamente una giornata.

Loris Bonomi

Approfondimento Psicologico

Dal punto di vista psicologico, quello che viviamo in questi momenti è una risposta automatica del cervello emotivo, spesso più veloce della parte razionale. Quando percepiamo una minaccia, anche solo sociale come una critica o un’offesa, il corpo si attiva immediatamente. Tuttavia, queste reazioni hanno una durata breve. Tecniche semplici come la pausa consapevole o il respiro aiutano a riattivare la parte razionale, permettendoci di rispondere in modo più lucido. Questo processo è alla base dello sviluppo dell’intelligenza emotiva, cioè la capacità di riconoscere, comprendere e gestire le proprie emozioni senza esserne travolti.

www.camminandoconuncoach.it

 

Post popolari in questo blog

Una vetta raggiunta tra emozioni, gratitudine e nuove strade Il momento che ricordo con più chiarezza di quella giornata non è stato dentro l’aula dell’università. È arrivato dopo. Seduto a pranzo di fronte al lago di Como , con la mia famiglia accanto. Il sole rifletteva sull’acqua con quella luce morbida che solo il lago sa creare, le persone parlavano piano intorno a noi e nell’aria c’era quella calma che arriva dopo qualcosa di importante. Dentro di me sentivo una pace profonda . Una sensazione di gratitudine e soddisfazione che mi riempiva lentamente, come quando dopo una lunga camminata in montagna finalmente ti siedi su una panchina e guardi il panorama. Non hai più fretta. Respiri. E inizi a realizzare davvero dove sei arrivato. Poche ore prima avevo discusso la mia tesi di psicologia all’ Università di Como , dal titolo: “Il Coaching Strategico nei contesti organizzativi: approcci teorici e contributi di ricerca.” E mentre ero lì, con il lago davanti e le persone più importan...
  Quando il Palco Diventa una Lezione di Vita   Speciale Notte Bianca con DJ Martin Immagina una sera d’estate, l’aria calda che sa di zucchero filato e di sogni, le luci che colorano la piazza, il suono dei bassi che ti attraversa il petto. C’è un palco, c’è musica, e tra la gente che si agita sotto le stelle ci sono anch’io, con il microfono in mano e il cuore che batte come un beat afro. Sì, lo ammetto: oltre alla mia passione per la psicologia e il coaching, ho un’altra grande storia d’amore che dura da quando avevo 14 anni… la radio e la musica . Un hobby? Forse. Ma come spesso succede con le passioni vere, quelle che ti porti dentro da ragazzino, non se ne vanno. Si trasformano, crescono con te, ma rimangono lì. E oggi mi ritrovo di tanto in tanto sul palco, non come DJ, ma come presentatore o animatore. Perché sì, io sono anche quello: un coach che ama far ballare le persone, dentro e fuori. Questa volta, avrò il piacere di condividere il palco con DJ Martin du...
    Se Ti Fa Male, Non È la Tua Scarpa: Storie di Relazioni che Stringono e Scelte che Liberano C’era vento quel giorno. Di quelli leggeri, che ti spettinano un po’ ma ti fanno anche respirare meglio. Il cielo era velato di nuvole leggere, e il sentiero davanti a noi sembrava una promessa di calma. Camminavo al fianco di Elisa, che avanzava con passo incerto. Portava scarpe bianche, pulite, ma si vedeva che ogni passo le dava fastidio. A un certo punto si è fermata, ha abbassato lo sguardo e ha detto: “Mi fanno male, ma sono troppo belle per non metterle”. Sembrava parlare delle scarpe, ma in realtà stava raccontando la sua storia con Marco. Una relazione cominciata come un sogno. All’inizio Marco la faceva ridere, le mandava messaggi dolci, la faceva sentire importante. Ma col tempo, quella dolcezza si era trasformata in giudizio. “Sei troppo emotiva.” “Così non cresci mai.” “Con me migliorerai.” Elisa aveva cominciato a sentirsi piccola, sbagliata, fuori misura. E pe...