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Smetti di rimandare la felicità

Perché Ti Senti Vuoto Dopo un Successo (e Come Ritrovare Direzione e Felicità)”

Ricordo ancora l’odore dell’aria quel giorno. Era uno di quei momenti in cui tutto sembra rallentare: gli abbracci più stretti, le voci intorno un po’ lontane, gli sguardi pieni di orgoglio. Come se stessi vivendo qualcosa che avevi già visto mille volte nella tua testa… ma questa volta era reale.

La laurea magistrale in psicologia.
Un percorso lungo, tortuoso, a tratti anche pesante, come uno zaino pieno di libri… ma soprattutto pieno di dubbi.

Ci sono state tante volte in cui avrei voluto mollare. Quelle sere in cui studi e non ti entra niente, quelle giornate in cui ti chiedi se stai davvero andando nella direzione giusta. Però c’era sempre qualcosa che mi teneva lì: l’immagine finale. Mi vedevo già dall’altra parte. Mi immaginavo quel momento con una chiarezza quasi testarda.

E alla fine, quel momento è arrivato davvero.

Festeggiamenti, sorrisi, mani strette, un senso profondo di gratitudine per tutto l’impegno messo dentro. È stato bello, pieno, meritato.

Poi però succede qualcosa di strano.

Arriva il silenzio.

È come quando finisce un film che aspettavi da tempo. Le luci si riaccendono, lo schermo diventa nero… e tu resti lì qualche secondo in più, quasi a chiederti: “tutto qui?”

Perché il punto è questo: il traguardo arriva, ma non resta.

Quella sensazione di appagamento che sembrava così importante… piano piano si abbassa. Non sparisce del tutto, ma cambia forma. E lascia spazio a qualcosa di difficile da spiegare: un piccolo vuoto.

Ma questa sensazione, in realtà, non era nuova.

Anni fa, dopo aver camminato per 800 km, arrivai a Santiago. Uno di quei momenti che immagini come il culmine di tutto. E invece mi colpì una tristezza profonda, quasi inaspettata. Non perché fosse andata male, ma perché era finita. Quel viaggio che mi aveva riempito le giornate, i pensieri, il cuore… improvvisamente non c’era più.

È lì che ho capito qualcosa che oggi sento ancora più forte: non è l’arrivo che ti riempie davvero. È il viaggio.

Eppure continuiamo a raccontarci una storia diversa. Continuiamo a pensare che “quando arriverò lì, starò bene davvero”. Ma la verità è che quando arrivi… dopo un po’ devi ripartire.

La vita è così. È fatta di cicli, di nuove partenze, di nuove sfide. E questo non è il problema, anzi, è ciò che ci fa crescere.

Il problema nasce quando ci dimentichiamo di vivere quello che c’è in mezzo.

Perché se vivi solo per il prossimo obiettivo, rischi di trasformare la tua vita in una sala d’attesa. Aspetti sempre qualcosa: il momento giusto, l’occasione giusta, la versione migliore di te. E nel frattempo, i giorni passano quasi senza lasciare traccia.

E c’è un momento ancora più delicato: quello tra un obiettivo e l’altro.

Lì è facile sentirsi bloccati. Come se fossi fermo, come se non stessi andando da nessuna parte. In realtà non sei fermo. Sei solo senza una direzione chiara in quel momento.

È come arrivare in cima a una montagna. Ti godi il panorama, respiri a pieni polmoni… ma poi devi scegliere dove andare dopo. E se resti fermo troppo a lungo, inizi a sentire freddo.

Allora qual è il punto?

Non è smettere di avere obiettivi. Non è accontentarsi.
È imparare a vivere mentre li insegui.

Goderti le giornate imperfette, le fatiche, i piccoli passi avanti. Anche quando non sembrano abbastanza. Perché è lì, proprio lì, che si costruisce la parte più autentica della tua vita.

Oggi, dopo questo traguardo, lo so bene: serviranno nuove ambizioni, nuove direzioni, nuovi inizi.

Ma con una consapevolezza diversa.

Non voglio più vivere solo per arrivare.
Voglio vivere mentre cammino.

E se anche tu ti trovi in quel momento strano, dove hai appena raggiunto qualcosa o stai aspettando il prossimo passo… sappi che è normale sentirsi così.

Non sei fermo.
Sei semplicemente tra un capitolo e l’altro.

E forse è proprio lì, in quel passaggio silenzioso, che c’è una parte della tua vita che merita di essere vissuta davvero.

Loris Bonomi

 

 Approfondimento Psicologico

Dal punto di vista psicologico, ciò che ho vissuto è spesso definito come “effetto post-obiettivo”. Quando raggiungiamo un traguardo importante, il cervello rilascia dopamina, una sostanza legata alla motivazione e alla ricompensa. Questa sensazione però è temporanea: una volta raggiunto l’obiettivo, il livello di stimolazione cala e può emergere un senso di vuoto o disorientamento.

Per questo motivo, la psicologia della crescita personale sottolinea quanto sia importante sviluppare una motivazione legata al processo e non solo al risultato. Le persone che riescono a mantenere un benessere più stabile sono quelle che trovano significato nel percorso, nell’apprendimento e nelle esperienze quotidiane, piuttosto che nel singolo traguardo finale.

www.camminandoconuncoach.it

 


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