Da Dante Alighieri ad Anthony Robbins
Questo fine settimana ero a Castelnovo ne’
Monti, tra l’Appennino che unisce Toscana ed Emilia, e mentre salivo verso
la Pietra un bellissimo promontorio a forma di dente canino… sentivo qualcosa
muoversi dentro.
Dicono sia la montagna che ha ispirato Dante Alighieri
per il suo Purgatorio della Divina commedia. E mentre camminavo su quei
sentieri, con il vento che accarezzava il viso e il silenzio che quasi parlava,
ho pensato a quante volte anche noi restiamo lì… in una specie di purgatorio
personale.
Mi sono tornati in mente anni fa, quando vivevo
con la sensazione di essere dentro un gioco che non avevo scelto. Come se la
vita decidesse per me. Come se non avessi strumenti. Come se… non dipendesse da
me. E mentre chiacchieravo durante la camminata, è arrivata un’immagine chiara,
quasi come una scena: io che tengo una catena. Non qualcuno che mi lega… ma io
stesso, con le mie mani.
È una storia che conosciamo tutti, quella
dell’elefante del circo. Da piccolo viene legato a un picchetto. Prova a
liberarsi, ma non ci riesce. Cresce… diventa enorme, forte, potente. Ma non ci
riprova più. Perché ormai è convinto che quel paletto sia più forte di lui. Ecco,
le convinzioni funzionano così.
Non sono la realtà. Sono quello che ci siamo
raccontati così tante volte da crederci.
Questa sera, nella puntata de “Il Bicchiere
Mezzo Pieno” su Rete Radio Azzurra, insieme a Luciana Smellini,
entreremo proprio lì dentro. In quel punto preciso dove nasce la differenza tra
chi resta fermo… e chi inizia a muoversi. Perché Anthony Robbins, nel suo libro
“Come ottenere il meglio da sé e dagli altri”, lo dice in modo semplice:
non è quello che sei a limitarti… ma quello che credi di essere.
E allora succede che eviti una scelta, rimandi un
cambiamento, abbassi un sogno. Non perché non puoi… ma perché dentro di te c’è
una voce che ti dice “non è per me”. Il punto non è eliminare quella voce. Il
punto è iniziare ad ascoltarla… e poi scegliere se crederle ancora.
Camminando su Pietra Bismantova, ho capito una
cosa che voglio condividere con te: il purgatorio non è un luogo da evitare. È
un passaggio. È il momento in cui inizi a vedere le tue catene. E quando le
vedi… puoi anche lasciarle andare.
Le convinzioni, insieme ai valori, sono i
pilastri della nostra vita. Ci danno direzione. Ma se non le scegliamo in modo
consapevole, rischiamo di vivere una vita guidata da programmi vecchi, scritti
da qualcun altro o da un’altra versione di noi. E allora il lavoro non è
diventare qualcun altro. È tornare a scegliere.
Questa sera parleremo proprio di questo: come
riconoscere le convinzioni che ti tengono fermo… e come iniziare a trasformarle
in qualcosa che ti spinge avanti. Senza magie. Senza frasi fatte. Ma con esempi
veri, concreti, vissuti.
E mentre scrivo, mi torna in mente il vento sulla
faccia, il rumore dei passi sulla roccia… e quella sensazione che, passo dopo
passo, qualcosa dentro si stava alleggerendo. Forse è proprio così che si esce
dal proprio purgatorio: non con un salto… ma con un passo.
Loris Bonomi
Approfondimento Psicologico
Dal punto di vista
psicologico, le convinzioni sono schemi mentali che si formano nel tempo
attraverso esperienze, educazione e interpretazioni personali. La psicologia
cognitivo-comportamentale spiega che non sono gli eventi in sé a determinarci,
ma il significato che attribuiamo loro. Quando una convinzione diventa rigida e
limitante, influenza emozioni e comportamenti, portandoci a evitare, rimandare
o rinunciare. Lavorare su queste convinzioni significa renderle più flessibili
e funzionali, sostituendole gradualmente con pensieri più realistici e
potenzianti, capaci di aprire nuove possibilità di azione.
