È troppo
tardi? La bugia che ti blocca: come ricominciare a qualsiasi età (con il
coaching e l’esperienza sul campo)
Negli ultimi tempi mi sto accorgendo di una cosa
sempre più chiara: sempre più persone, soprattutto di una certa età, decidono
di venire a camminare con me. E non è solo per il movimento, non è solo per
stare all’aria aperta. C’è qualcosa di più.
Mi guardano, mi ascoltano, fanno domande. Ma
spesso non è nemmeno quello che dicono a colpirmi… è quello che si sente tra le
righe. È come se volessero capire come ho fatto a raggiungere certi traguardi,
come ho fatto a rimettermi in gioco, come ho fatto a cambiare direzione.
E io queste cose le condivido sempre volentieri.
Senza filtri.
Perché sono sempre più convinto di una cosa: un
leader non deve solo parlare… deve guidare con l’esempio.
E proprio durante queste camminate emerge una
frase, a volte detta chiaramente, altre volte solo accennata: “ormai è troppo
tardi”.
La senti negli sguardi, nei silenzi, in quelle
frasi lasciate a metà. “Eh ma ormai…”, “alla mia età…”, “se avessi iniziato
prima…”.
E ogni volta mi fermo un attimo a pensarci.
Perché questa frase è potente. Ma non nel modo giusto.
È una bugia. Una bugia comoda, quasi
rassicurante… ma pur sempre una bugia.
Perché il punto non è che è troppo tardi. Il
punto è che ci siamo abituati a raccontarcelo.
E quando inizi a crederci davvero, smetti di
provarci. E quando smetti di provarci, piano piano inizi a spegnerti.
Ed è una cosa che si vede. Non fuori, ma dentro.
È una tristezza silenziosa, quella di chi sente
che potrebbe fare di più, ma si è convinto che non sia più il momento.
Ma la verità è un’altra.
Noi non siamo nati per stare fermi. Non siamo
nati per fare da sfondo alla vita degli altri. Non siamo nati per
accontentarci.
Siamo nati per brillare.
E invece troppo spesso ci mettiamo in panchina da
soli, convinti che il tempo sia passato, che il treno sia già partito.
Ma il tempo, che tu lo voglia o no, passa
comunque.
E allora la domanda cambia completamente.
Non è più “è troppo tardi?”, ma diventa: cosa
voglio fare del tempo che ho davanti?
Perché puoi continuare a usarlo per rimandare,
per rimpiangere, per dirti che ormai non vale più la pena… oppure puoi iniziare
a usarlo come alleato.
Certo, non è facile. Nessuno lo dice.
A volte incastrare tutto sembra davvero
complicato. Impegni, lavoro, famiglia, stanchezza, paure. Ci sono giorni in cui
anche solo pensare di iniziare qualcosa di nuovo sembra troppo.
Ma sai qual è la cosa più vera di tutte?
Che quelle difficoltà ci saranno sempre. A
qualsiasi età.
Non è che a un certo punto spariscono. Cambiano,
si trasformano, ma restano.
E allora tanto vale iniziare comunque.
Perché ogni giorno in cui non sei dove vorresti
essere… lo senti. Anche se fai finta di niente. Anche se ti abitui.
È una sensazione sottile, ma costante.
E durante le camminate la vedo cambiare. Quando
qualcuno smette di dire “ormai è tardi” e inizia a dire “ok, magari posso
provarci”.
È un attimo. Ma cambia tutto.
Non serve rivoluzionare la vita da un giorno
all’altro. A volte basta una decisione, una direzione, un primo passo.
E da lì, qualcosa si riaccende.
E il tempo smette di essere un nemico. Diventa
uno spazio. Una possibilità.
Perché non lo stai più subendo… lo stai vivendo.
E forse è proprio questo il punto più importante:
non è mai troppo tardi per iniziare, ma può diventarlo se continui a rimandare.
Quindi se oggi ti stai raccontando questa storia,
fermati un attimo.
Respira.
E chiediti con sincerità: sto vivendo davvero… o
sto solo aspettando?
Perché tra queste due risposte passa tutta la
differenza.
Loris Bonomi
Approfondimento
Psicologico
Dal punto di vista psicologico, il pensiero “è
troppo tardi” è spesso legato a una forma di rassegnazione appresa, in cui la
persona smette di agire perché crede di non avere più possibilità. Questo
riduce la motivazione e la fiducia nelle proprie capacità di cambiare. A questo
si aggiunge la paura del fallimento e del giudizio, che può aumentare con
l’età, portando a evitare nuove esperienze. Tuttavia, la psicologia dimostra
che il cervello mantiene una grande capacità di apprendimento e adattamento anche
nel tempo. Iniziare con piccoli passi concreti e fare esperienza diretta aiuta
a rompere questo schema, riattivando fiducia, energia e senso di possibilità.
