Tirana, tra Notte e Crescita: Quando la Disciplina Incontra la Vita
La sveglia stamattina aveva un suono diverso. Non era solo il classico trillo… era più un richiamo alla realtà, di quelli che arrivano dopo una notte vissuta fino in fondo.
Ieri sera Tirana mi ha preso di nuovo. Il centro storico illuminato, le strade piene, auto incredibili che scorrono lente come in una passerella, la musica che esce dai locali e vibra nell’aria… e poi le persone, l’energia, quella sensazione che qualcosa sta sempre succedendo.
E io lì, in mezzo a tutto questo.
Quando hai fatto il dj, quando per anni hai vissuto la notte come un palcoscenico, certe cose non le perdi. È come un richiamo antico. Basta una base che parte, una luce giusta, e ti ritrovi dentro senza nemmeno pensarci troppo.
Così è andata.
Mi ero promesso che durante questo corso avrei dato spazio anche al corpo, allo yoga, alla disciplina. E invece ho scelto l’atmosfera, la musica, la vita notturna.
E sai qual è la cosa interessante? Che la crescita personale non è una linea perfetta. È molto più simile a una strada di montagna: a volte sali deciso, a volte fai una curva larga, a volte rallenti più del previsto. L’importante è non perdere la direzione.
Stamattina infatti la partenza è stata un po’ in salita. Meno energia, mente leggermente annebbiata… ma anche tanta consapevolezza. Perché ogni scelta, se sei disposto ad ascoltare, ti insegna qualcosa.
Ieri, durante il corso Master Your Business di Vasil Naci, ho seguito l’intervento del Dr. Ahmet Shala sulla leadership. E mi è rimasta dentro una riflessione semplice: oggi abbiamo strumenti potentissimi, tra cui l’intelligenza artificiale, che possono aiutare un imprenditore a fare meglio, più veloce, con più precisione.
Ma lo strumento, da solo, non basta.
È un po’ come avere un’orchestra perfetta ma senza un direttore. La musica c’è, il potenziale anche, ma serve qualcuno che dia il ritmo, che scelga la direzione, che sappia quando accelerare e quando fermarsi. E quel qualcuno sei tu.
Qui siamo più di 800 persone, e continuano ad arrivarne. Ognuno con la propria storia, i propri obiettivi, le proprie difficoltà. Eppure c’è un filo invisibile che unisce tutti: la scelta di non restare fermi.
E questa, se ci pensi, è già una forma di leadership.
Non serve avere un’azienda da milioni per essere leader. A volte significa semplicemente guidare se stessi, soprattutto nei giorni in cui sarebbe più facile lasciarsi andare.
Come oggi.
Oggi è uno di quei giorni in cui puoi dire “vabbè, ormai…” oppure puoi rimetterti in carreggiata, anche con piccoli passi. Perché alla fine non è la perfezione che fa la differenza, ma la continuità.
Adesso la giornata riparte. Altri esercizi, altri strumenti, altre occasioni per portare a casa qualcosa di concreto. E mentre mi preparo, mi viene una domanda che voglio lasciare anche a te: quante volte ti è capitato di uscire dal tuo piano… e poi usare quella cosa come scusa per mollare del tutto?
Perché è lì che si gioca la partita. Non quando tutto va bene, ma quando devi scegliere se tornare dentro al tuo percorso oppure no.
Loris Bonomi
Approfondimento Psicologico
Dal punto di vista psicologico, quello che succede in giornate come questa è molto interessante. Quando rompiamo una routine, come saltare un’abitudine positiva o fare tardi la sera, il cervello tende a cercare coerenza: o torniamo subito in carreggiata oppure rischiamo il classico “tanto ormai…”. È un effetto a catena che può portarci a mollare più del necessario. La buona notizia è che basta una piccola azione consapevole per interrompere questo meccanismo e riprendere il controllo. Inoltre, esperienze molto coinvolgenti aumentano l’energia emotiva ma possono ridurre la lucidità il giorno dopo. Allenarsi a riconoscere questo equilibrio è una vera forma di leadership personale: significa saper vivere le esperienze senza perdere la direzione.
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