Cinema Amatoriale e Crescita Personale
C’è un momento, subito dopo una trasmissione, in
cui lo studio si svuota ma l’energia resta nell’aria. Le luci si abbassano, il
microfono è ancora tiepido, e nella testa iniziano a girare idee come foglie
nel vento. È successo così dopo aver ospitato lo scrittore Fabrizio Duina. Una
chiacchierata che non finiva quando si spegnevano i microfoni, ma continuava
dentro, come una musica di sottofondo.
Ed è proprio lì che è partita la scintilla: “E se
portassimo dentro lo studio due registi? Due persone che il cinema non lo
aspettano… lo costruiscono?”.
Così ci siamo messi in moto per invitare gli amici di Fabri : Giacomo Guerra
e Gabriele Marcandelli, due nomi che a Brescia non stanno solo facendo
cinema… stanno creando un loro modo di farlo.
La verità? Mi incuriosiva una cosa semplice ma
potente: cosa spinge qualcuno a scegliere una strada così complicata, in un
mondo dominato da colossi multimiliardari? È un po’ come decidere di aprire una
piccola bottega artigiana proprio accanto a un gigantesco centro commerciale.
Devi avere qualcosa dentro. Qualcosa che non si compra.
Io credo che la crescita personale passi proprio
da lì. Dalle scelte scomode. Da quei momenti in cui non hai tutte le risposte,
ma decidi comunque di partire. È come allenarsi al freddo: all’inizio ti
irrigidisci, poi il corpo si adatta… e diventi più forte.
Parlando con Giacomo e Gabriele, quello che
emerge non è solo un progetto come Ninja Padrino Parte 3. È
un’evoluzione. Non il classico “capitolo in più”, ma un cambio di pelle.
Brescia resta il cuore, le sue strade, i suoi angoli familiari… ma poi arriva
la Spagna, come una finestra aperta che fa entrare aria nuova. E lì capisci che
anche un progetto nato tra amici può iniziare a respirare più grande.
Mi piace immaginare questo film come una persona
che cresce: all’inizio inciampa, poi impara a camminare, e a un certo punto
corre. Magari non perfettamente, ma con una direzione.
E poi c’è il dietro le quinte. Quello vero. Non
quello patinato.
Perché il cinema amatoriale è anche questo: problemi tecnici, imprevisti,
soluzioni creative. È come cucinare senza avere tutti gli ingredienti… e
riuscire comunque a tirare fuori un piatto che sorprende. Ed è lì che nasce
l’ingegno. Quello che non si studia sui libri.
Un altro passaggio importante è stato l’incontro
con realtà come il F.I.C.A. e figure come Piero Galli. Perché a un certo punto
hai bisogno di uscire dal tuo giro, di confrontarti, di vedere dove sei. Un po’
come quando ti alleni da solo e poi decidi di entrare in una vera partita. Ti
tremano un po’ le gambe… ma è lì che cresci davvero.
E dentro tutto questo, ci sono le influenze. Un
mix quasi folle: western, arti marziali, Power Rangers, cinema anni ‘80 e ‘90.
Ma non è confusione… è identità in costruzione. È prendere pezzi di mondo e
dire: “Ok, adesso vediamo cosa succede se li faccio miei”.
E poi la musica. Perché un film senza ritmo è
come un cuore che batte piano. La musica guida, accompagna, dà energia. A volte
è invisibile, ma la senti addosso.
E gli attori? Anche qui c’è un mondo. Perché
interpretare un ninja, alla fine, non è solo muoversi bene. È crederci. È
trovare quell’equilibrio tra ironia e impegno. Tra gioco e presenza. Il corpo
diventa linguaggio. Ogni gesto racconta qualcosa, anche senza effetti speciali
milionari.
Questa puntata sarà un viaggio. Non solo nel
cinema, ma dentro le motivazioni, le scelte, i dubbi e le intuizioni che spesso
restano nascosti. Sarà uno spazio dove parlare liberamente di quelle cose che
di solito immaginiamo soltanto… o sogniamo a occhi aperti.
Perché alla fine, la domanda è sempre quella:
qual è il tuo perché?
E forse non serve avere subito una risposta perfetta. A volte basta iniziare a
cercarla.
Ci sentiamo su Rete Radio Azzurra alle 18:30,
per entrare insieme in questo mondo fatto di passione, creatività e un pizzico
di follia buona.
Loris Bonomi
Approfondimento Psicologico
Quando una persona sceglie una strada difficile e
poco sicura, come il cinema amatoriale, spesso è guidata da una motivazione
interna profonda, quello che in psicologia viene chiamato “motivazione
intrinseca”. Non lo fai per soldi o riconoscimenti immediati, ma per il
significato che quell’attività ha per te. Mettersi in situazioni scomode, come
creare qualcosa in un mercato competitivo, attiva anche la cosiddetta “crescita
attraverso la sfida”: il cervello impara, si adatta e sviluppa nuove strategie.
È proprio in questi contesti che si costruisce l’identità personale, fatta non
solo di successi, ma di tentativi, errori e capacità di reinventarsi.
