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Non rimandare il benessere alle vacanze: recuperare energia ogni giorno

 

 Quante volte diciamo: resisto ancora un po', poi in vacanza mi riposo? Continuiamo a correre, aggiungiamo impegni, dormiamo meno e immaginiamo che qualche giorno libero possa rimettere tutto a posto.

Le vacanze possono fare bene, naturalmente. Ma non possono diventare l'unico luogo in cui ci autorizziamo a respirare. Se arriviamo completamente scarichi, rischiamo di passare i primi giorni a recuperare la stanchezza e gli ultimi a preoccuparci del rientro.

Il benessere si costruisce anche nei giorni normali. Non significa avere ore libere o una vita senza problemi. Significa inserire piccoli momenti in cui il corpo e la mente capiscono che possono abbassare la guardia.

Una pausa vera non e' smettere di lavorare per controllare altre notifiche. Non e' cambiare schermo. E' interrompere per qualche minuto il flusso degli stimoli: alzarsi, respirare, guardare fuori, bere con calma, camminare senza telefono.

 Possiamo chiederci quali segnali ci avvisano che stiamo superando il limite. Irritabilita', difficolta' a concentrarsi, sonno disturbato, bisogno di controllare tutto. Non sono difetti personali. Sono informazioni. Se li ascoltiamo prima, possiamo intervenire con un passo piccolo.

 Camminando con un Coach utilizza il movimento proprio per creare uno spazio diverso. Non serve sempre una lunga escursione. Anche dieci minuti possono interrompere il circuito della preoccupazione e rimetterci in contatto con il corpo.

 Un esercizio pratico e' scegliere una pausa quotidiana non negoziabile. Dieci o quindici minuti, sempre nello stesso momento. Durante quella pausa non dobbiamo produrre, risolvere o recuperare messaggi. Dobbiamo soltanto cambiare ritmo.

Un altro passo consiste nel chiudere simbolicamente la giornata lavorativa. Scriviamo cio' che resta da fare domani, sistemiamo il tavolo e pronunciamo una frase semplice: per oggi finisce qui. Il problema non scompare, ma la mente riceve un confine.

Non dobbiamo aspettare di essere completamente esauriti per prenderci cura di noi. Le vacanze sono una parte del recupero, non tutto il recupero. Il benessere non e' un premio che arriva dopo aver resistito abbastanza. E' una condizione che dobbiamo proteggere mentre viviamo.

 

Loris Bonomi

 

Riflessione psicologica finale

 

La ricerca sul recupero dal lavoro distingue il tempo libero dal recupero psicologico. Per recuperare non basta essere fisicamente lontani dal compito: occorre ridurre il coinvolgimento mentale e vivere esperienze capaci di modificare lo stato psicofisico.

Sonnentag e Fritz descrivono quattro dimensioni: distacco psicologico, rilassamento, esperienze di padronanza e controllo sul tempo libero. Questi processi possono essere presenti anche in pause brevi e quotidiane.

 Rimandare il recupero alle sole vacanze puo' aumentare il sovraccarico. Inserire pause, confini e attivita' rigenerative durante la settimana sostiene invece una gestione piu' stabile dello stress.

 Fonte: Sonnentag, S., & Fritz, C. (2007), *The Recovery Experience Questionnaire*.

Cammina con me: www.camminandoconuncoach.it

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