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Visualizzazione dei post con l'etichetta Gratitudine
  Gratitudine senza retorica: una piccola pratica per cambiare sguardo La parola gratitudine a volte rischia di diventare una parola consumata. La sentiamo ovunque. Dobbiamo essere grati, pensare positivo, guardare il lato bello, sorridere di piu'. Eppure, se detta cosi', puo' sembrare quasi un obbligo. E quando una persona sta vivendo una fatica, sentirsi dire "devi essere grato" puo' persino dare fastidio. Per questo oggi vorrei parlare di gratitudine senza retorica. Non come frase fatta, non come zucchero sopra i problemi, non come invito a negare quello che non va. La gratitudine, per come la intendo io, e' una pratica concreta: imparare a notare cio' che c'e', anche quando non c'e' tutto quello che vorremmo. Ci sono giornate in cui la mente vede solo mancanze. Quello che non ho fatto, quello che non funziona, quello che mi preoccupa, quello che gli altri non hanno capito. E magari e' tutto vero. Ma non e' tutto. Accanto all...
Una vetta raggiunta tra emozioni, gratitudine e nuove strade Il momento che ricordo con più chiarezza di quella giornata non è stato dentro l’aula dell’università. È arrivato dopo. Seduto a pranzo di fronte al lago di Como , con la mia famiglia accanto. Il sole rifletteva sull’acqua con quella luce morbida che solo il lago sa creare, le persone parlavano piano intorno a noi e nell’aria c’era quella calma che arriva dopo qualcosa di importante. Dentro di me sentivo una pace profonda . Una sensazione di gratitudine e soddisfazione che mi riempiva lentamente, come quando dopo una lunga camminata in montagna finalmente ti siedi su una panchina e guardi il panorama. Non hai più fretta. Respiri. E inizi a realizzare davvero dove sei arrivato. Poche ore prima avevo discusso la mia tesi di psicologia all’ Università di Como , dal titolo: “Il Coaching Strategico nei contesti organizzativi: approcci teorici e contributi di ricerca.” E mentre ero lì, con il lago davanti e le persone più importan...