Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta psicologia
  Le persone che ti fanno arrabbiare stanno davvero parlando di loro... o di te? Durante la Via Francigena ho incontrato tantissime persone. Alcune sono rimaste con me solo il tempo di una pausa davanti a una fontanella, altre hanno condiviso qualche chilometro e altre ancora sono entrate nella mia vita lasciando un segno che porterò con me per sempre. È curioso come un cammino riesca a mettere insieme persone provenienti da Paesi diversi, con lingue, abitudini e modi di vivere completamente differenti, eppure tutti accomunati dallo stesso desiderio di arrivare a Roma. Fra tutti gli incontri che ho fatto ce n'è uno che ricordo in modo particolare. Era un pellegrino inglese e ogni volta che iniziava a parlare facevo una fatica incredibile a capire quello che mi stava dicendo. Non era l'inglese il problema, era il suo accento. Talmente stretto che spesso riuscivo ad afferrare solo qualche parola e, quando gli chiedevo di ripetere la frase, invece di rallentare o cercare un mod...
Cuori spettinati: quando un incontro ci cambia la vita, anche se poi finisce Qualche anno fa stavo attraversando uno di quei periodi della vita in cui senti che qualcosa dentro di te si sta muovendo. Non sai ancora bene dove ti porterà, ma avverti che la strada sulla quale hai camminato fino a ieri comincia a starti stretta. Nel mio percorso di crescita personale incontrai tre fantastiche amiche.  Ancora oggi, ripensandoci, mi tornano alla mente immagini molto concrete: i viaggi insieme, il rumore dei nostri passi durante le camminate, l’aria sul viso, le conversazioni che sembravano non finire mai. Condividevamo sogni, obiettivi, progetti e storie personali. E soprattutto parlavamo. Parlavamo della vita, dei valori, dell’esistenza, delle nostre paure, di quello che eravamo e di quello che avremmo voluto diventare. Avete presente quelle amicizie che nella vostra testa mettete su uno scaffale un po’ più alto delle altre? Quelle che considerate quasi delle “amicizie evolute”?  E...
  Quando il corpo parla prima della mente Per molto tempo ho pensato che il corpo fosse soltanto il mezzo con cui raggiungere una meta. Camminare significava arrivare, lavorare significava produrre, allenarsi significava migliorare. Poi è arrivata la Via Francigena e, passo dopo passo, mi sono accorto che il corpo non è soltanto ciò che ci porta da un punto all'altro: è il primo a raccontarci come stiamo davvero. Ci sono giorni in cui le gambe sembrano leggere, il respiro è regolare e tutto scorre con naturalezza. Altri, invece, basta una salita per capire che qualcosa è cambiato. La cosa curiosa è che durante il cammino quei segnali li ascoltiamo subito, mentre nella vita quotidiana facciamo spesso il contrario. Ci diciamo che siamo nervosi, demotivati o senza energie, ma raramente ci fermiamo a chiederci se abbiamo dormito abbastanza, se abbiamo bevuto a sufficienza o se ci siamo concessi anche solo mezz'ora per respirare. Il corpo parla continuamente. Non usa le parole, ma...
Una vetta raggiunta tra emozioni, gratitudine e nuove strade Il momento che ricordo con più chiarezza di quella giornata non è stato dentro l’aula dell’università. È arrivato dopo. Seduto a pranzo di fronte al lago di Como , con la mia famiglia accanto. Il sole rifletteva sull’acqua con quella luce morbida che solo il lago sa creare, le persone parlavano piano intorno a noi e nell’aria c’era quella calma che arriva dopo qualcosa di importante. Dentro di me sentivo una pace profonda . Una sensazione di gratitudine e soddisfazione che mi riempiva lentamente, come quando dopo una lunga camminata in montagna finalmente ti siedi su una panchina e guardi il panorama. Non hai più fretta. Respiri. E inizi a realizzare davvero dove sei arrivato. Poche ore prima avevo discusso la mia tesi di psicologia all’ Università di Como , dal titolo: “Il Coaching Strategico nei contesti organizzativi: approcci teorici e contributi di ricerca.” E mentre ero lì, con il lago davanti e le persone più importan...
86400 e i valori personali: perché la puntata di Dottor Coach ha colpito così tante persone Ci sono puntate radio che finiscono quando si spengono i microfoni. E poi ce ne sono altre che continuano a camminare dentro le persone. La puntata di Dottor Coach su Rete Radio Azzurra , dedicata ai valori personali e al libro “86400” di Luca Mazzucchelli , appartiene decisamente a questa seconda categoria. Il successo non è stato solo nei numeri, ma soprattutto nelle parole arrivate dopo: messaggi, riflessioni, pensieri condivisi da chi si è sentito toccato nel profondo. Ogni anno, quando riparte Dottor Coach , scegliere di iniziare dai valori è quasi naturale. Perché prima di parlare di obiettivi, risultati o cambiamenti, c’è una domanda che riguarda tutti: che valore sto dando al mio tempo? I famosi 86.400 secondi che riceviamo ogni giorno sono uguali per tutti, ma non tutti li viviamo allo stesso modo. Ed è proprio questa consapevolezza ad aver acceso qualcosa negli ascoltatori. Durante...
86400 secondi: il libro di Luca Mazzucchelli sui valori personali raccontato a Dottor Coach Ogni anno, quando ripartiamo con una nuova stagione di Dottor Coach su Rete Radio Azzurra , c’è una scelta che faccio quasi senza pensarci. Come quando torni su un sentiero che conosci bene e sai che è quello giusto per iniziare. Le prime puntate le dedico sempre ai valori personali . Perché prima di parlare di obiettivi, risultati o cambiamenti, c’è una domanda più profonda da farsi: che senso voglio dare al mio tempo? Ed è proprio qui che entra in gioco “86400” di Luca Mazzucchelli , un libro che sembra scritto apposta per accompagnarci in questo inizio di cammino. 86400 è un numero che incuriosisce, ma soprattutto fa riflettere. Sono i secondi che ogni giorno, allo scoccare della mezzanotte, vengono depositati sul conto corrente della nostra vita. Un capitale enorme, che però la sera scompare. Senza possibilità di recupero. Il mese scorso sono stato a teatro e ho visto lo spettacolo di Luca ...
  Sfida o Sfiga? La Terapia al Contrario e l’Arte di Cambiare Prospettiva  La scorsa settimana mi sono regalato una serata diversa: un teatro pieno, luci soffuse e sul palco lo psicologo Luca Mazzucchelli con il suo spettacolo La terapia al contrario . Fin dalle prime parole, ho sentito che non sarebbe stata la solita conferenza di psicologia: era un viaggio dentro le esperienze di vita, quelle che ti mettono alla prova e ti costringono a guardarti allo specchio. Mazzucchelli ha raccontato la storia di due imprenditori coinvolti nello stesso incidente d’auto. Due uomini, due vite intrecciate per un attimo, due destini completamente diversi. Il primo, dopo lo schianto, ha deciso di rallentare, chiudere, proteggersi. L’altro ha scelto di rilanciare, di rischiare di nuovo, convinto che essere sopravvissuto fosse un segnale per ricominciare. Stesso evento, due letture opposte. È lì che ho capito cosa intende per “terapia al contrario”: non aspettare che qualcuno dall’esterno ti ...
  Scoprire il Tuo Mito Personale: Il Viaggio Straordinario Verso la Tua Felicità Autentica   Immagina un sentiero sterrato tra gli alberi. Il sole filtra attraverso le foglie, il profumo del muschio si mescola con quello della terra umida. Il canto degli uccelli accompagna i tuoi passi mentre ti guardi intorno, con quella sensazione di essere in cammino verso qualcosa di importante, anche se non sai bene cosa. Ecco, questo è il paesaggio interiore da cui parte il viaggio più importante della tua vita: scoprire il tuo mito personale . Mentre cammini in silenzio, il vento porta con sé parole dimenticate e ricordi: sogni d’infanzia, giochi,desideri messi da parte, passioni nascoste sotto le abitudini. Il mito personale non è una favola: è quella voce interna che sussurra chi sei davvero. È il filo d’oro che attraversa ogni tua esperienza, anche quelle dolorose, e che ti invita a vivere non per dovere, ma per scelta . Ricordo una sera d’autunno. Ero seduto accanto a una c...