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Visualizzazione dei post con l'etichetta Consapevolezza
  Che fortuna poter camminare! Ci avete mai pensato a quanto siamo fortunati, oggi, a poter camminare semplicemente per il piacere di farlo? Sembra quasi un controsenso, vero? Eppure, fino a qualche generazione fa, camminare non era un passatempo, un’attività sportiva o un modo per ritrovare se stessi. Era una necessità. I nostri nonni percorrevano chilometri a piedi per andare al lavoro, raggiungere il paese vicino o procurarsi quello che serviva alla famiglia. Mi viene in mente mio nonno, che prendeva la bicicletta e percorreva decine di chilometri per raggiungere la valle vicina a quella in cui abitava, semplicemente per andare a comprare il sale. Pensateci un momento. Oggi il sale lo troviamo al supermercato, a pochi minuti da casa, e quasi non ci facciamo caso. Per lui, invece, procurarselo significava affrontare un vero e proprio viaggio. Mi piace immaginarlo mentre si prepara a partire, con la sua bicicletta e una strada davanti che probabilmente conosceva a memoria. Non so ...
Cuori spettinati: quando un incontro ci cambia la vita, anche se poi finisce Qualche anno fa stavo attraversando uno di quei periodi della vita in cui senti che qualcosa dentro di te si sta muovendo. Non sai ancora bene dove ti porterà, ma avverti che la strada sulla quale hai camminato fino a ieri comincia a starti stretta. Nel mio percorso di crescita personale incontrai tre fantastiche amiche.  Ancora oggi, ripensandoci, mi tornano alla mente immagini molto concrete: i viaggi insieme, il rumore dei nostri passi durante le camminate, l’aria sul viso, le conversazioni che sembravano non finire mai. Condividevamo sogni, obiettivi, progetti e storie personali. E soprattutto parlavamo. Parlavamo della vita, dei valori, dell’esistenza, delle nostre paure, di quello che eravamo e di quello che avremmo voluto diventare. Avete presente quelle amicizie che nella vostra testa mettete su uno scaffale un po’ più alto delle altre? Quelle che considerate quasi delle “amicizie evolute”?  E...
  Il silenzio che non mi aspettavo La quinta tappa della Via Francigena mi ha portato da Pontremoli ad Aulla. Sono quasi 30 chilometri, fortunatamente percorsi quasi interamente nel bosco. Con il caldo di questi giorni è stata una vera benedizione. Devo però fare una piccola segnalazione a chi si occupa della manutenzione del percorso: in diversi punti ho trovato alberi caduti che ostruivano il sentiero. Nulla di insuperabile, ma un po’ di attenzione in più renderebbe il cammino ancora più piacevole. Quello che però mi ha colpito oggi non è stato il percorso. Sono stato io. Più passano i giorni e più mi accorgo che sto cambiando. All’inizio pensavo che mi sarebbe dispiaciuto trovare pochi pellegrini, invece sta succedendo il contrario. Da quando sono partito ho incontrato soltanto due persone con cui ho davvero condiviso un pezzo di strada: Alexander, un ragazzo belga, e un pellegrino italiano. Per il resto, il cammino è stato quasi sempre un dialogo tra me e la natura. Gli stes...
  Ho Ritrovato la Mia Vecchia Agenda: Mi Ha Ricordato Perché i Piccoli Passi Cambiano la Vita Un paio di settimane fa stavo sistemando alcuni cassetti quando ho ritrovato una piccola agenda che utilizzavo anni fa. Era consumata negli angoli, piena di appunti veloci, parole sottolineate, frecce, date cerchiate in rosso. Appena l’ho aperta, mi sono sentito come quando ritrovi una vecchia fotografia e per un attimo vieni riportato indietro nel tempo. All’inizio quella agenda era nata come una semplice to do list. La usavo per ricordarmi le cose da fare, le scadenze, gli appuntamenti, le telefonate. Poi col tempo avevo trasferito tutto su un foglio Excel nel computer, più ordinato, più veloce da consultare ogni mattina. Ma quell’agendina aveva iniziato a fare qualcosa di diverso. Senza quasi accorgermene, era diventata un misuratore della mia crescita personale. Tra quelle pagine non c’erano soltanto impegni. C’erano le mie fatiche, i miei tentativi, i giorni no e i piccoli passi ava...
  Quando Dai Troppo agli Altri e Perdi Chi Ami Davvero C’è un odore che Mara non dimentica mai, quello del sugo della domenica che riempie la casa dei suoi genitori, denso, caldo, avvolgente, con le voci che si sovrappongono e le risate che sembrano coprire tutto, un ambiente pieno, vivo, quasi perfetto se lo guardi da fuori, eppure dentro quella scena così familiare c’era qualcosa che piano piano si stava spegnendo, perché mentre tutto era rumoroso e pieno, suo marito era seduto in silenzio con lo sguardo basso e sua figlia scorreva distrattamente lo schermo del tablet con quell’aria assente di chi è presente solo con il corpo ma non con il cuore, e Mara invece sorrideva, sempre, disponibile, attenta, pronta a dire “sì, restiamo ancora un po’, tanto non abbiamo fretta”, ma quella frase nascondeva una verità che nessuno diceva ad alta voce, perché qualcuno quella fretta ce l’aveva, solo che non veniva ascoltata. Quando Mara è arrivata da me non parlava della sua famiglia, non p...
  “Sono fatto così” e “Non sono pronto”: le due bugie che ti tengono fermo (e ti allontanano dalla crescita personale)   Ci sono frasi che sembrano leggere, quasi innocenti. Le diciamo senza accorgercene, come quando respiri: automatico. Eppure, se ti fermi davvero ad ascoltarle, capisci che non sono solo parole. Sono rifugi. Sono nascondigli. Oggi voglio parlarti di due frasi che, se sono sincero, ho usato anche io tante volte nella mia vita: “sono fatto così” e “non sono pronto”. Per anni mi sono sembrate normali, quasi giuste. In realtà erano il modo più elegante che avevo trovato per non crescere e per restare nella famosa zona di comfort. Partiamo dalla prima: “sono fatto così”. Detta così sembra una presa di posizione, quasi un’affermazione di identità. Ma a guardarci bene, è più una chiusura che un’affermazione. È come mettere un punto dove invece servirebbe una virgola. Col tempo ho iniziato a vederla per quello che è: una frase profondamente limitante e, in ...
  Fermarsi per Ripartire: Il Potere del Riposo e le Novità di Camminando con un Coach C’è un momento, appena passate le feste di Natale, in cui l’aria sembra più leggera e il tempo rallenta. Non è solo il profumo dei biscotti rimasto in cucina o le luci che ancora brillano qua e là sui balconi. È quella sensazione sottile ma potente di aver staccato la spina . Un po’ come quando metti in carica il telefono dopo una giornata piena: non succede nulla di spettacolare in apparenza, ma dentro, qualcosa si rigenera. Durante queste vacanze, anche noi di Camminando con un Coach ci siamo concessi questo lusso: fermarci . Abbiamo spento il microfono, chiuso i libri, messo in pausa le rubriche e rallentato. Ma non per perdere tempo. Lo abbiamo fatto per ritrovare energia, ascolto, spazio interiore . Perché per continuare a camminare insieme, serve anche il coraggio di stare fermi. E da questa esperienza voglio partire per il primo post e la prima puntata dell’anno. Perché il riposo , q...
  Il Segreto per Cambiare Vita? Inizia da Qui: La Forza della Consapevolezza Immagina di essere in una stanza illuminata solo da una piccola candela. Intorno a te ci sono mobili, oggetti, forse anche una porta. Ma tu vedi solo quello che è vicino alla fiamma. Poi, un giorno, qualcuno apre una finestra: la luce entra e ti accorgi che quella stanza era molto più grande di quanto pensassi. È quello che succede quando inizia la consapevolezza. Non è magia. È luce che ti fa vedere chi sei davvero. E da lì, tutto cambia. Era un lunedì qualunque quando ho avuto la mia prima crisi vera. Di quelle che non fanno rumore, ma ti cambiano dentro. Ero in macchina, fermo al semaforo, e all’improvviso mi sono chiesto: “Perché continuo a sentirmi vuoto anche quando tutto sembra andare bene?”. Quella domanda, semplice e potente, ha aperto una crepa nel muro. Una crepa da cui è entrata aria nuova. Da lì, ho iniziato a osservarmi. Non a giudicarmi, non a forzarmi. Solo a guardarmi. E lentamente, pe...