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Visualizzazione dei post con l'etichetta psicologia positiva
Se il cervello rivivesse davvero i tuoi ricordi più belli... avrebbe abbastanza materiale? In questi giorni, mentre scorrevo distrattamente i social, mi sono imbattuto in una frase che mi ha fatto fermare il dito sullo schermo. Diceva: "Dopo la morte, il cervello umano vive per sette minuti riproducendo i tuoi ricordi più belli." La prima reazione è stata quella che consiglio sempre anche alle persone che seguo: verificare la fonte. Bastano pochi minuti per scoprire che, almeno allo stato attuale delle conoscenze scientifiche, non esistono prove che dimostrino una cosa del genere. Alcuni studi hanno osservato brevi attività cerebrali nei momenti immediatamente successivi all'arresto cardiaco, ma nessuno può affermare che il nostro cervello proietti un film dei momenti più belli della nostra esistenza. Eppure quella frase ha continuato a girarmi nella testa per tutta la giornata. Non perché la ritenessi vera, ma perché, come spesso accade con le provocazioni intelligenti,...
  Le qualita' che dimentichiamo di avere: riscoprire i propri punti di forza Capita di sedersi davanti a un foglio e scrivere subito quello che non funziona: sono disordinato, mi manca costanza, dovrei essere piu' sicuro. I difetti arrivano velocemente. Quando invece chiediamo quali siano le nostre qualita', compare un silenzio. Siamo spesso allenati a vedere cio' che manca e poco abituati a riconoscere cio' che gia' ci sostiene. Una qualita' non deve essere spettacolare. Puo' essere la pazienza con cui ascoltiamo, la curiosita' che ci fa fare domande, l'affidabilita' con cui manteniamo una promessa. Sono strumenti quotidiani, spesso diventati cosi' familiari da non notarli piu'. Eppure sono proprio quelli che usiamo quando la strada si complica. Riconoscere un punto di forza non significa vantarsi. Significa conoscere meglio la propria cassetta degli attrezzi. Se so di essere creativo, posso usare quella creativita' per tro...
La prova costume piu' difficile e' quella con noi stessi Estate significa costumi, fotografie e specchi. Per qualcuno e' leggerezza; per altri ogni invito al mare porta con se' un esame silenzioso. La prova costume piu' difficile non avviene sulla spiaggia, ma nello sguardo con cui giudichiamo noi stessi. Oggi proviamo a spostare quello sguardo. Non per dire che dobbiamo amarci sempre, ma per smettere di ridurre il nostro valore alla forma che il corpo ha in questo momento e permetterci di vivere. Provate a riconoscere una situazione simile nella vostra giornata, senza giudicarvi. Il primo cambiamento non consiste nel reagire perfettamente, ma nell'accorgersi prima del momento in cui possiamo scegliere una direzione diversa. Lo specchio mostra un'immagine, ma la mente aggiunge commenti: dovrei essere diverso, gli altri mi guarderanno, non sono abbastanza. Spesso soffriamo non soltanto per cio' che vediamo, ma per la storia che raccontiamo su cio' ch...