Le qualita' che dimentichiamo di avere: riscoprire i propri punti di forza
Capita di sedersi
davanti a un foglio e scrivere subito quello che non funziona: sono
disordinato, mi manca costanza, dovrei essere piu' sicuro. I difetti arrivano
velocemente. Quando invece chiediamo quali siano le nostre qualita', compare un
silenzio. Siamo spesso allenati a vedere
cio' che manca e poco abituati a riconoscere cio' che gia' ci sostiene.
Una qualita' non deve
essere spettacolare. Puo' essere la pazienza con cui ascoltiamo, la curiosita'
che ci fa fare domande, l'affidabilita' con cui manteniamo una promessa. Sono
strumenti quotidiani, spesso diventati cosi' familiari da non notarli piu'.
Eppure sono proprio quelli che usiamo quando la strada si complica.
Riconoscere un punto di
forza non significa vantarsi. Significa conoscere meglio la propria cassetta
degli attrezzi. Se so di essere creativo, posso usare quella creativita' per
trovare alternative. Se sono perseverante, posso dividere un obiettivo lungo in
piccoli passi. La consapevolezza diventa
utile quando una qualita' viene collegata a un'azione concreta.
A volte una qualita' e'
nascosta dentro un difetto. Chi si definisce testardo potrebbe avere una forte
perseveranza, ma usarla senza flessibilita'. Chi si sente troppo sensibile
potrebbe avere una particolare capacita' di cogliere segnali emotivi. Non si
tratta di cambiare etichetta per sentirsi migliori, ma di capire come
utilizzare una risorsa senza esserne guidati in modo automatico.
Possiamo chiedere a tre
persone fidate: quale qualita' riconosci in me e in quale episodio l'hai vista?
L'episodio e' importante, perche' rende il complimento concreto. Forse
scopriremo che durante una difficolta' siamo stati piu' coraggiosi di quanto ricordiamo
o che la nostra calma ha aiutato qualcuno.
La ricerca sulle
strength-based interventions studia che cosa accade quando le persone allenano
punti di forza e virtu'. Una meta-analisi pubblicata nel 2026 ha trovato
risultati favorevoli per alcuni interventi legati, tra gli altri, a
prospettiva, gentilezza e gratitudine, mantenendo differenze tra le varie
pratiche. La psicologia positiva non chiede di ignorare i problemi: invita a
usare anche le risorse.
L'esercizio finale e'
scegliere una qualita' e darle un appuntamento. Se scelgo gentilezza, oggi
faro' un gesto preciso. Se scelgo curiosita', faro' una domanda nuova. Se
scelgo prospettiva, guardero' un problema da un altro punto del sentiero. Una qualita' riconosciuta diventa forza
quando entra nella vita.
Loris Bonomi
Riflessione
psicologica finale
Gli interventi basati
sui punti di forza cercano di sviluppare risorse psicologiche attraverso azioni
concrete. Una meta-analisi del 2026 ha rilevato esiti differenti a seconda
della forza allenata e invita a non trattare tutte le pratiche come equivalenti.
Il messaggio piu' utile e' realistico: riconoscere una risorsa non elimina una
difficolta', ma puo' ampliare i modi con cui la affrontiamo.
Fonte:
Efficacy of cultivating human strengths and virtues on well-being, Clinical
Psychology Review, 124 (2026), 102692.
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