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Visualizzazione dei post con l'etichetta amicizia
  I 128 gradini che mi hanno insegnato il vero significato del coaching Ricordo ancora perfettamente quel momento. Eravamo sul tratto della Via Francigena tra Pontremoli e Lucca andando verso Gualdo . Era una di quelle giornate in cui le gambe iniziano a chiederti il conto dei chilometri percorsi e lo zaino sembra pesare qualche chilo in più. Camminavo insieme a Cristiano Cravedi e, come spesso succede durante un cammino, parlavamo un po' di tutto: della vita, del lavoro, dei progetti che stavamo costruendo con ASI, ma anche di cose leggere, di quelle che fanno passare la fatica senza quasi accorgersene. A un certo punto il sentiero ci mise davanti a una lunga scalinata. Prima del primo gradino c'era un cartello. Lo lessi ad alta voce e ci mettemmo a ridere entrambi. "Prendila con calma... sono solo 128 gradini." Solo. Mi fece sorridere proprio quella parola. Se qualcuno mi avesse detto semplicemente che c'erano 128 gradini probabilmente avrei alzato gli occ...
Cuori spettinati: quando un incontro ci cambia la vita, anche se poi finisce Qualche anno fa stavo attraversando uno di quei periodi della vita in cui senti che qualcosa dentro di te si sta muovendo. Non sai ancora bene dove ti porterà, ma avverti che la strada sulla quale hai camminato fino a ieri comincia a starti stretta. Nel mio percorso di crescita personale incontrai tre fantastiche amiche.  Ancora oggi, ripensandoci, mi tornano alla mente immagini molto concrete: i viaggi insieme, il rumore dei nostri passi durante le camminate, l’aria sul viso, le conversazioni che sembravano non finire mai. Condividevamo sogni, obiettivi, progetti e storie personali. E soprattutto parlavamo. Parlavamo della vita, dei valori, dell’esistenza, delle nostre paure, di quello che eravamo e di quello che avremmo voluto diventare. Avete presente quelle amicizie che nella vostra testa mettete su uno scaffale un po’ più alto delle altre? Quelle che considerate quasi delle “amicizie evolute”?  E...
  Gli amici che camminano con te, anche quando sono lontani Oggi la tappa mi porta da Radicofani ad Acquapendente. Probabilmente, se quando arriverò sarà ancora presto, continuerò fino a Bolsena. Sarebbe la terza volta che unisco due tappe in un’unica giornata. Il motivo è semplice. Domani è il 16 agosto, il mio compleanno, e vorrei concedermi un regalo. Non un oggetto, ma una giornata di riposo. Nella mia tabella di marcia avrei dovuto arrivare proprio a Bolsena e l’idea di passare qualche ora in riva al lago, sotto un ombrellone, facendo un bagno e lasciando riposare il corpo e la mente, mi sembra il modo più bello per festeggiare. Anche questo, in fondo, è cammino. Capire quando è il momento di spingere e quando, invece, è il momento di fermarsi. In questi giorni, però, sto vivendo qualcosa che va ben oltre i chilometri percorsi. Ogni giorno ricevo telefonate e messaggi. Non sono i classici messaggi di chi vuole sapere dove sono arrivato o quanti chilometri ho fatto. Sono mess...
  32 chilometri… sì, tua sorella! Oggi la sesta tappa della Via Francigena mi ha portato da Pietrasanta a Lucca. O almeno così diceva la guida. Per tutta la giornata Cristiano Crave continuava a ripetermi una frase: “32 chilometri… sì, tua sorella!”. In effetti, tra il percorso reale e qualche deviazione, alla fine il contachilometri segnava più di 42 chilometri. Una bella differenza, ma se devo essere sincero oggi i chilometri sono stati l’ultima cosa a cui ho pensato. Dopo diversi giorni di cammino in completa solitudine, questa tappa l’ho condivisa con un amico. Cristiano Cravedi Grazie, Presidente Nazionale di ASI Coaching e mental coach, abita a Viareggio e ha deciso di dedicarmi un’intera giornata percorrendo con me questa parte della Via Francigena. Abbiamo parlato di coaching, dei progetti di ASI, delle esperienze vissute in questi anni, delle persone incontrate lungo il nostro percorso professionale e anche di quei pensieri che, a volte, rimangono in fondo allo zaino e c...
  Festa della Musica: perche' cantare insieme ci fa sentire meno soli Ci sono canzoni che non sono solo canzoni. Sono luoghi. Sono persone. Sono periodi della vita. Basta ascoltare le prime note e ci ritroviamo in una stanza, in una macchina, in una vacanza, in un momento che pensavamo dimenticato. La musica ha questa forza: entra dove le spiegazioni spesso non arrivano. In questi giorni si celebra la Festa della Musica, nata in Francia e poi diffusa in tanti Paesi. L'idea e' semplice e bellissima: portare la musica fuori, nelle strade, nelle piazze, negli spazi comuni. Non solo grandi artisti, ma anche persone che suonano, cantano, condividono. Mi piace parlarne in stile Dottor Coach perche' la musica non e' solo intrattenimento. E' relazione. Pensiamo a quando cantiamo insieme una canzone che conosciamo tutti. Per qualche minuto non siamo piu' separati. Respiriamo lo stesso ritmo, diciamo le stesse parole, ricordiamo qualcosa di comune. Anche se siamo dive...
  Quando un’amicizia finisce: come trasformare il dolore in crescita personale   C’è un momento, mentre cammini, in cui il rumore dei passi diventa quasi una colonna sonora dei pensieri. L’aria è fresca, senti il profumo dell’erba, e ogni tanto il vento ti sfiora il viso come a dirti “vai avanti”. È proprio durante una di queste camminate che una mia cliente mi ha raccontato qualcosa che, forse, anche tu hai vissuto almeno una volta. “Non capisco… io sono sempre stata onesta. Perché se sei onesta, le persone se ne vanno?” La sua voce aveva quel tono che conosciamo bene: un misto di delusione e incredulità, come quando assaggi qualcosa che pensavi dolce e invece è amaro. Mi racconta di questa amicizia lunga, intensa. Di quelle in cui investi tutto: tempo, ascolto, affetto. Di quelle dove ti siedi accanto all’altro anche nei momenti difficili, senza tirarti indietro. E poi, all’improvviso, qualcosa si rompe. Non un’esplosione, ma un lento allontanarsi. Silenzioso. Quasi ...
  Chi ha autostima, compra meno: ecco perché il mercato non vuole che tu stia bene   Ieri sera, tardi, mi ha chiamato la mia amica Sara. Era una di quelle telefonate che partono tranquille e poi prendono una piega inaspettata, di quelle che ti lasciano qualcosa dentro anche dopo aver chiuso la chiamata. All’inizio mi parlava di un viaggio che vorrebbe fare. Uno di quei viaggi da sola, per staccare un po’ da tutto e prendersi un tempo per respirare, camminare, pensare. Mentre parlava, si sentiva proprio il desiderio di rallentare, di alleggerirsi. E poi, all’improvviso, se ne esce con una frase che mi ha fatto sorridere e pensare insieme: “Da quando sto meglio con me stessa… spendo molto meno.” Glielo chiedo subito: “Che intendi?” E lei: “Ma sì, ho smesso di comprare roba inutile. I vestiti che non metterò, il dolce che tanto so che mangio solo per consolarmi, le creme, i gadget… Tutto quel consumo che facevo per riempire, per sentirmi meglio. Ora mi basta meno. A...