Gli amici che camminano con te, anche quando sono lontani
Oggi la tappa mi porta da Radicofani ad Acquapendente. Probabilmente, se quando arriverò sarà ancora presto, continuerò fino a Bolsena. Sarebbe la terza volta che unisco due tappe in un’unica giornata. Il motivo è semplice. Domani è il 16 agosto, il mio compleanno, e vorrei concedermi un regalo. Non un oggetto, ma una giornata di riposo. Nella mia tabella di marcia avrei dovuto arrivare proprio a Bolsena e l’idea di passare qualche ora in riva al lago, sotto un ombrellone, facendo un bagno e lasciando riposare il corpo e la mente, mi sembra il modo più bello per festeggiare. Anche questo, in fondo, è cammino. Capire quando è il momento di spingere e quando, invece, è il momento di fermarsi.
In questi giorni, però, sto vivendo qualcosa che va ben oltre i chilometri percorsi. Ogni giorno ricevo telefonate e messaggi. Non sono i classici messaggi di chi vuole sapere dove sono arrivato o quanti chilometri ho fatto. Sono messaggi che trasmettono vicinanza, affetto e calore. Persone che si prendono qualche minuto della loro giornata solo per chiedermi come sto, per augurarmi buon cammino o semplicemente per farmi sentire che ci sono.
E vi assicuro che, quando cammini da solo per tante ore, tutto questo arriva dritto al cuore.
Mi ha fatto riflettere su una cosa.
L’amicizia è probabilmente uno dei doni più grandi che possiamo ricevere, ma è anche una delle cose più difficili da riconoscere.Lungo la mia vita ho perso persone alle quali volevo molto bene. Persone che ero convinto avrebbero camminato con me per sempre. Pensavo che alcuni rapporti fossero destinati a durare tutta la vita e, quando sono finiti, ci sono rimasto male. Molto male.
Poi il cammino mi ha insegnato una cosa. Non possiamo pretendere che qualcuno percorra tutta la strada insieme a noi. Ci sono persone che entrano nella nostra vita per una stagione. Altre per qualche anno. Altre ancora soltanto per una tappa. E va bene così. Forse il problema non è la durata di un rapporto. Forse il problema è il nostro ego, che vorrebbe trattenere tutto ciò che ci fa stare bene. Vorremmo che certe persone fossero sempre disponibili, sempre presenti, sempre accanto a noi. Ma l’amicizia non funziona così.
L’amicizia è libertà. È scegliere di esserci, non sentirsi obbligati a farlo. Ed è proprio per questo che oggi mi sento profondamente grato.
Perché sto riscoprendo il valore delle persone che mi stanno camminando accanto anche se sono a centinaia di chilometri di distanza. Persone che non vogliono nulla da me.Non mi chiedono niente. Non pretendono niente. Semplicemente ci sono. E questa presenza silenziosa scalda il cuore più di quanto possano fare tante parole.
Anni fa pensavo di avere tantissimi amici. Oggi credo di averne molti meno. Ma sono infinitamente più ricco. Perché il vero amico non è quello che ti cerca quando gli servi.
È quello che fa il tifo per te. Quello che spera sinceramente che tu riesca. Quello che gioisce delle tue vittorie come se fossero le sue.
E sapete una cosa?
In questi giorni sto sentendo proprio questo. Per questo voglio dirvi grazie. Grazie a chi mi scrive. Grazie a chi mi chiama. Grazie a chi, anche senza sapere cosa dire, trova comunque il modo di farmi sentire che non sto camminando davvero da solo.
Forse è anche questo uno dei motivi per cui ho deciso di partire. Ringraziare Dio, l’universo, la vita… chiamatela come preferite. Perché, in fondo, credo che la vita ci metta continuamente davanti alle cose belle.
Siamo noi che, presi dalla fretta o dalle preoccupazioni, troppo spesso non riusciamo a vederle.
E allora grazie. Grazie a tutti voi che, in modi diversi, state percorrendo questa Via Francigena insieme a me.
E grazie anche perché mi volete bene così come sono.
Con i miei pregi. Ma soprattutto con i miei tanti difetti.
A pensarci bene… forse non dev’essere nemmeno così facile essere mio amico. 😄
Riflessione psicologica
La psicologia ci insegna che uno dei principali fattori di benessere non è il numero delle relazioni che abbiamo, ma la loro qualità. Gli studi sul supporto sociale mostrano che sentirsi accolti, ascoltati e sostenuti aumenta la resilienza, riduce la percezione dello stress e ci aiuta ad affrontare meglio anche i momenti più difficili. Ma c’è un altro aspetto importante. Le amicizie più autentiche non nascono dal bisogno reciproco, bensì dalla libertà. Non sono quelle in cui ci si trattiene per paura di perdere l’altro, ma quelle in cui ci si sceglie ogni volta, senza obblighi e senza aspettative. Forse è proprio questo che il cammino mi sta insegnando. Le persone non ci appartengono. Ci accompagnano per un tratto di strada e, se abbiamo la fortuna di incontrare qualcuno che sceglie di camminare al nostro fianco anche solo per qualche chilometro della vita, allora vale la pena fermarsi un attimo, guardarlo negli occhi e dirgli semplicemente: grazie.