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Quando una pausa e' davvero una pausa: recuperare senza restare connessi

 

Capita di dire: faccio una pausa. Poi prendiamo il telefono, controlliamo messaggi, leggiamo notizie, rispondiamo a una mail e dopo dieci minuti siamo ancora piu' pieni di prima. Abbiamo interrotto il lavoro, ma non abbiamo davvero cambiato ritmo.

Una pausa e' vera quando permette al corpo e alla mente di uscire, anche per poco, dalla modalita' prestazione. Non deve essere lunga. Deve essere diversa da cio' che stavamo facendo. 

Se abbiamo passato ore davanti a uno schermo, forse la pausa utile non e' un altro schermo. Se abbiamo parlato con persone per tutta la mattina, potremmo aver bisogno di silenzio. Se siamo rimasti seduti, il corpo potrebbe chiedere movimento. La pausa funziona quando risponde al bisogno reale. 

Il problema e' che spesso ci sentiamo in colpa. Pensiamo che fermarci significhi perdere tempo. Ma quando siamo stanchi diventiamo piu' lenti, irritabili e meno lucidi. Una pausa breve puo' evitare di trascinare un compito semplice per un'ora.

Proviamo il metodo dei dieci minuti: lasciamo il telefono, cambiamo stanza o usciamo, respiriamo e facciamo qualche passo. Non dobbiamo risolvere nulla. Alla fine osserviamo se il corpo e' cambiato, anche poco.

Camminando con un Coach offre proprio questo cambio di ambiente. Il passo interrompe la posizione fisica e mentale in cui eravamo bloccati. Non serve camminare molto. Serve essere presenti al movimento.

Un'altra pausa importante e' quella tra lavoro e casa. Prima di entrare nella serata possiamo scrivere cosa resta da fare domani. In questo modo la mente non deve continuare a ripeterlo per paura di dimenticare.

La pausa non e' una fuga dalle responsabilita'. E' manutenzione. Come non aspettiamo che un'automobile sia completamente ferma per controllarla, non dovremmo aspettare di essere esauriti per recuperare.

Oggi possiamo chiederci: le mie pause mi ricaricano oppure aggiungono stimoli? La risposta ci dara' un'indicazione concreta. E il primo passo puo' essere semplicemente lasciare il telefono sul tavolo e uscire per dieci minuti.


Loris Bonomi

 

Riflessione psicologica finale

 

Il recupero psicologico richiede una riduzione temporanea delle richieste cognitive ed emotive. Cambiare semplicemente applicazione o contenuto digitale puo' mantenere elevato il livello di stimolazione.

Sonnentag e Fritz hanno evidenziato il ruolo del distacco psicologico, del rilassamento, della padronanza e del controllo nel recupero. Una pausa efficace puo' attivare una o piu' di queste dimensioni.

La qualita' della pausa dipende quindi dalla sua capacita' di interrompere il compito, modificare l'attenzione e restituire alla persona una sensazione di scelta. 

Fonte: Sonnentag, S., & Fritz, C. (2007), *The Recovery Experience Questionnaire*.

Cammina con me: www.camminandoconuncoach.it

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